Muore sotto gli occhi della sorella e dei bagnanti
Un uomo di 76 anni è sparito tra le onde ed è annegato a pochi metri da riva a Lido Estensi
LIDO ESTENSI. Bandiera rossa, vento e onde. La giornata di ieri a Lido degli Estensi, per quanto calda e piena di sole, non era certo adatta a fare il bagno. Non se ne è forse reso conto Giorgio Zilibotti, 76 anni di Vignola (Modena) che ieri mattina attorno alle 11.30 è entrato in acqua nel tratto di spiaggia libera tra il Portocanale e il bagno Medusa, dove forse la corrente è ancora più forte. Qualcuno l’ha visto cadere, altri invece hanno pensato che si stesse tuffando e invece non è più venuto in superficie. I bagnini chiamati a intervenire l’hanno subito individuato e portato a riva ma non c’è stato nulla da fare. Zilibotti è morto per annegamento, ma potrebbe anche aver avuto un malore. A far propendere per questa seconda ipotesi, o comunque a una entrata in mare non volontaria, il fatto che il 76enne portasse ancora le ciabatte da mare, e così è rimasto sulla battigia ormai privo di vita. Ad aiutare i bagnini, due turisti che non hanno esitato e sono entrati in acqua. I due hanno raccontato che l’uomo stava passeggiando immerso fino alle ginocchia, una camminata refrigerante a pochi metri dalla riva.
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Erano circa le 11.30 quando il pensionato, in spiaggia con la sorella Anna Maria, ha deciso di immergersi, per trovare un po’ di refrigerio dalla canicola estiva. Ad un certo punto l’uomo, probabilmente colto da malore, è stato inghiottito dalle onde alte che per tutta la giornata di ieri hanno caratterizzato il litorale comacchiese. Le grida di alcuni turisti che nello stesso tratto di spiaggia libera si erano concessi un bagno, unite a quelle della sorella di Zilibotti, rimasta sotto l’ombrellone a poca distanza, hanno richiamato l’attenzione dei bagnini in servizio di salvataggio presso i vicini stabilimenti balneari. Il primo ad arrivare di corsa per prestare i primi soccorsi al pensionato, ormai esanime sulla spiaggia, è stato Luca Carli Ballola, bagnino del Cus Salvataggio. Insieme a Carli Ballola si è precipitato anche Simone Ferro, un secondo bagnino, in forze nella cooperativa Alto Adriatiko, incaricato di presidiare lo spazio acqueo antistante i bagni Capri e Sayonara. «Ho chiesto a Simone che mi portasse subito il defibrillatore che ho a disposizione nella mia postazione del bagno Medusa – ha commentato visibilmente scosso Luca Carli Ballola – e abbiamo tentato in tutti i modi di salvare la vita a quell’uomo, sia con il massaggio cardiaco, che con il defibrillatore. Ha buttato fuori tanta acqua e anche cibo, ma purtroppo non siamo riusciti a salvarlo», ripete all’infinito con profondo sconforto il giovane bagnino comacchiese.
Nel frattempo sono arrivati sul posto i soccorritori dell’ambulanza e di lì a poco l’eliambulanza, decollata alle 12.07 da Bologna, poiché quella di Ravenna era impegnata in un’altra emergenza.
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Le pratiche rianimatorie del personale del 118 sono durate quasi un’ora, mentre l’uomo è stato protetto sotto un’ombrellone giallo, recuperato tra quelli della spiaggia libera, dove il turista era solito trascorrere le giornate di vacanza con la sorella. «Sono arrivato di corsa – prosegue Luca Carli Ballola -, mentre i due turisti che lo hanno recuperato in mare, lo avevano trascinato a riva afferrandolo per le braccia». Secondo le testimonianze raccolte tra i bagnanti scossi dall’accaduto, sembra che l’uomo non abbia gridato, cosa che potrebbe verificarsi nel caso di difficoltà a guadagnare la riva a nuoto. Questo elemento lascerebbe propendere per l’ipotesi di un malore. Il via libera del magistrato di turno per la rimozione della salma di Zilibotti è giunto alle 13.45.
In spiaggia la bandiera rossa è stata issata fin dalle prime ore del mattino, considerato che i bagnini hanno valutato la pericolosità del mare e hanno deciso di sconsigliare vivamente l’ingresso in acqua. Purtroppo, come spesso accade, molti non prestano al dovuta attenzione e forse sottovalutano la forza del mare. Difficile dire se la vittima sia caduta in una sorta di buca (come ce ne sono tante in quel tratto di mare, tutte opportunamente segnalate), se sia inciampato o se sia svenuto a causa di un malore sia annegato di conseguenza. Incredulità e sgomento anche ieri sulla spiaggia di Estensi, e sono soprattutto o i bagnini quelli che più di tutti si sentono in colpa e vivono situazioni difficili. Anche in questo caso, ed è doveroso sottolinearlo, il loro lavoro è stato impeccabile, senza esitazioni.
«Ho visto tutto - dice Giuseppe Biagini, turista ai Lidi e residente a Milano - è stato tremendo..io vengo da una vita qui ai Lidi ma non so nuotare e le mie gambe si sono come paralizzate. Ho chiamato mia moglie, ma anche lei poveretta cosa poteva fare? Niente...poi l’hanno tirato su. Speravamo fosse ancora vivo. E invece...morire così, in vacanza». «Siamo rimasti, qui, sotto l’ombrellone tutto il tempo - fa eco la moglie - e adesso non abbiamo il coraggio nemmeno di andare a casa».
Annarita Bova
e Katia Romagnoli
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