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«Spesso si paga per scegliere il medico»

Camattari (Comitato consultivo misto): a Ferrara il fenomeno è più contenuto rispetto ad altre realtà

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«A Ferrara, e in generale in Emilia Romagna, il volume delle prestazioni sanitarie in regime di libera professione all’interno delle aziende è piuttosto contenuto, e a incidere ulteriormente su questo andamento è intervenuta la Delibera 1056 del 2015 con cui la Regione ha adottato diverse misure per ridurre i tempi di attesa».

A parlare è il presidente del Comitato consultivo misto dell’azienda Sant’Anna, Maurizio Camattari. La delibera, approvata nel luglio dell’anno scorso, prevede infatti l’obbligo di eseguire la prima visita entro 30 giorni dalla richiesta e gli esami specialistici entro i 60 giorni. Per permettere alle aziende di raggiungere questi obiettivi la Regione ha messo a disposizione i fondi necessari per comprare sul mercato le prestazioni non coperte, attraverso professionisti esterni.

«Il ricorso a prestazioni specialistiche private - continua Camattari - è legato soprattutto al desiderio dei pazienti di poter scegliere il medico, e dunque i professionisti di maggior fama risultano anche quelli con un più consistente utilizzo dell’attività libero-professionale». I costo di una visita può variare tra i 90 e i 150 euro, da cui dedurre le tasse e la quota che spetta all’azienda.

«Ma finché il ricorso al privato intramoenia è dovuto esclusivamente alla preferenza nei confronti di un medico, la cosa è ancora tollerabile benché anche la scelta di un professionista di fiducia è più che comprensibile - va avanti Camattari - Molto diverso è il discorso se la prestazione a pagamento diventa obbligata per tempi di attesa troppo lunghi, qui c’è invece la violazione di un diritto costituzionale fondamentale, quello alla salute».

I dati dell’Osservatorio istituito con la delibera 1056, però, sembrano incoraggianti, al punto da spingere diverse associazioni di tutela della salute a estenderla anche ad altre regioni d’Italia.

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