Svenimenti e lacrime: le nuove “groupies” per Benji e Fede
Teenager da tutta Italia, anche non accompagnate. Molte hanno dormito per terra, tragedie se si mancava la prima fila
FERRARA. Pochi minuti prima delle 19 lo staff inizia a aprire i cancelli, e da piazza Castello si può vedere l'entusiasmo e la grande felicità delle prime ragazzine che entrano, accennando una corsa, per vedere da vicino Benji e Fede, ma subito fermate dalla voce degli organizzatori che intimano di non correre per arrivare al palco.
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Ma la gioia è tanta, come la fatica sopportata sotto il sole cocente e, dopo tante ore d'attesa (tante ragazze sono arrivate ieri alle 13 e hanno dormito all'aperto) finalmente la liberazione dalla calca, che dietro le transenne, a tratti spingeva. Così Ferrara ha vissuto in diretta il boom di questa “devozione” per i due giovani mucisti emiliani, che ricorda fenomeni di altri tempi e altre latitudini. Spesso gli organizzatori sono dovuti intervenire per chiedere di smettere di spingere.
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Ma finalmente le prime ce l'hanno fatta, e sono arrivate sotto al palco.Una delle prime è Nadia, 13 anni, da Brescia, «sono emozionantissima e felice, è da stamattina che aspetto», urla con gioia dopo aver conquistato l'ambito posto. Anche Lucrezia e Denise, 16 e 17 anni, di Bologna, sono arrivate «stamattina alle 5.40, per la precisione - dicono - finalmente qui davanti, dopo tanti spintoni dalle transenne. Siamo felici, emozionate, anche se la gente ha spinto troppo, e qualcuno si è sentito male». Cosa vi piace di Benji e Fede? «Sanno trasmettere emozioni, la loro musica fa emozionare». C'è una canzone in particolare che vi piace? «Tutto l'ultimo album, non abbiamo preferenze». La signora Federica, da Pisa, è ormai un' abitué : ha accompagnato la figlia Natalia, di 14 anni ovunque, ma «questo è il primo concerto, perché fino ad ora eravamo andate alle presentazioni del loro libro, Vietato smettere di sognare». Insieme a Natalia, c'è l'amica Emma di 10 anni e mezzo. «Emma si emoziona molto con le canzoni di Benji e Fede, dice che le trasmettono la carica che aveva suo padre, che è morto di tumore». Da quanto siete qui? «Dalle 5 di questa mattina, ho voluto fare a Emma il regalo di compleanno».
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Tra tante ragazzine felici, ce n'è una che piange. Impossibile non avvicinarsi per chiederle se ha bisogno d'aiuto, ma Viola, così si chiama, ha le amiche davanti in seconda fila e lei invece è rimasta indietro: «Le altre ragazze non mi fanno passare». Dice di avere il padre con se, si convince a chiamarlo. Nel frattempo si mette sotto al palco, anche senza le amiche. Tra il pubblico, gli adulti tendono a farsi da parte, molti si siedono sul marciapiede. In piedi c'è la signora Paola, di Ferrara, che ha accompagnato la figlia Chiara di 14 anni, e che ha qualche rimostranza sull'organizzazione: «Ad almeno 200 ragazzini non hanno controllato il biglietto, una gestione pessima. Capisco le difficoltà di chi sta lavorando, e apprezzo i controlli, ma devono essere uguali per tutti. Invece, sono stati diversi per i due ingressi. Mia figlia ha detto che non mi chiederà più di andare, ma non è questo che voglio. Inoltre, dalle transenne si corre il rischio di farsi del male. Ma ripeto, la sicurezza va benissimo, il neo è che non erano uguali per tutti».
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La visuale, da piazza Castello verso piazza Savonarola, si stende sulla miriade di ragazzini che si accalca alle transenne. Prima di aprirle, lo staff è impegnatissimo, anche a mantener la calma tra le persone che cominciano a spingere. Qualcuno chiede di entrare in piazza perché non si sente bene, ma per fortuna niente di grave. «È un’atmosfera eccessivamente riscaldata - racconta un addetto ai lavori - I genitori sono ancora più agitati dei figli, diciamo che ci tengono che siano felici». Chi è felice è un gruppetto arrivato ieri «siamo qui da 28 ore, veniamo da Ferrara, Modena, Cervia e Pavia». Sono Imen, 16 anni, Giulia, 16, Gaia, 15, Alessandra, Serena e Eleonora di 20. «Abbiamo passato qui la notte, all'aperto, sotto i portici. In realtà non abbiamo dormito, ma non abbiamo neanche avuto paura». Imen non è nuova ai concerti, «ero già andata ad altri, ma è sempre un'emozione, e spero che abbiano tanto successo, se lo meritano». Da ieri alle 13 ci sono Elena e Francesca, 18 e 16 anni, di Cervia e Modena: «Abbiamo dormito per terra, ma non è una novità, lo abbiamo già fatto». Vicino a loro c'è un padre, Marco, che accompagna la figlia Giulia di 16 anni, da Parma. «Siamo arrivati alle 7 di mattina, sono appassionato anch’io di musica. Ai giovani questo duo piace perché sono ragazzi semplici, il batterista Riccardo è mio amico. Il segreto del loro successo credo sia questo: la loro immediatezza».
Veronica Capucci
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