La Nuova Ferrara

Ferrara

ESTATE

Lidi, pochi bagnanti in spiaggia, piangono anche gli abusivi

di Annarita Bova
Lidi, pochi bagnanti in spiaggia, piangono anche gli abusivi

Il litorale si riempie di venditori ambulanti, ma la crisi colpisce anche loro. Durante la settimana fanno gli operai, sabato e domenica arrotondano

3 MINUTI DI LETTURA





LIDO SPINA. «Non c’è lavoro, solo nel fine settimana». Non hanno tanta voglia di parlare e restano fermi sotto l’ombrellone o seduti ai tavolini del bar. Sono i venditori ambulanti abusivi: senegalesi, cingalesi ma anche italiani (quasi tutti del sud) e tutti si lamentano della crisi. «Loro? - commenta a caldo Marco Magnani, titolare del Bagno Granchio di Lido di Spina e presidente della Cooperativa stabilimenti balneari - Noi paghiamo 17mila euro di concessione, dobbiamo chiedere mille permessi e non possiamo permetterci un passo falso mentre loro arrivano, montano la tenda con tanto di camerino per permettere ai clienti di provare la roba e si incavolano anche se posizioniamo i lettini sulla battigia. E non sono solo stranieri, sia ben chiaro».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.13791726:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.13791726:1650615690/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

È un fiume in piena Magnani. «Io ci parlo, mi faccio raccontare, voglio capire - aggiunge - Queste persone adesso hanno quasi tutte il permesso di soggiorno e lavorano nelle ditte di Parma, Modena, ma anche Ferrara. Il fine settimana lo passano al mare. Nel senso che arrivano, si sistemano alla meno peggio e vendono di tutto, così da arrotondare. Evidentemente qualcuno compra. Ed è il mercato del falso quello che tira di più».

«Che poi certe cose io non le capisco - va avanti - Una borsa di Louis Vuitton costa in media 700 euro. Sono davvero pochissime le persone che possono permettersela e si vede lontano un miglio che lo possono fare...Insomma, smettiamo di comprare merce taroccata, serve a nulla».

«Gli abusivi ci sono e non se ne andranno - aggiunge Luca Callegarini, Confesercenti - Abbiamo fatto tanto, le forze dell’ordine portano avanti un ottimo lavoro ma è un fenomeno difficile da gestire. O meglio, lo è evidentemente per noi. A Cervia ci sono riusciti. Si sono uniti, tutti, hanno versato una certa cifra a testa e quindi hanno aiutato il Comune ad assumere più vigili. Perché alla fine la via migliore è quella ufficiale. Devono essere le istituzioni a farsi carico della cosa». La gente però continua a comprare...«e lo continuerà a fare, purtroppo». Tanti clienti sono proprio quelli del “tornatevene a casa vostra”, gli stessi che però poi vedono un caricatore per il telefono a cinque euro e si fermano a compralo, magari cercando di tirare ancora un po’ sul prezzo.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.13791727:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.13791727:1650615690/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«A Cervia hanno chiuso le porte e adesso arrivano tutti qui - fa presente la proprietaria di un altro Bagno - Poi certo, ci sono dei “colleghi” che li aiutano dando loro cabine e quanto altro in cambio di manodopera gratuita. Perché loro vendono merce abusiva, ma noi non ci tiriamo certo indietro». Ci sono delle soluzioni?

«È difficile, se non impossibile - prosegue Callegarini - In primo luogo bisognerebbe cambiare modo di pensare e iniziare a non comprare, a non affittare, a non agevolare in alcun modo il commercio abusivo. Lo predichiamo da anni, ma evidentemente alla gente piace. Per molti la passeggiata sulla battigia, sotto il sole cocente e con i soldi in mano, significa estate. Per i gestori degli stabilimenti e per i commercianti è invece un danno gravissimo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google