Lidi, pochi bagnanti in spiaggia, piangono anche gli abusivi
Il litorale si riempie di venditori ambulanti, ma la crisi colpisce anche loro. Durante la settimana fanno gli operai, sabato e domenica arrotondano
LIDO SPINA. «Non c’è lavoro, solo nel fine settimana». Non hanno tanta voglia di parlare e restano fermi sotto l’ombrellone o seduti ai tavolini del bar. Sono i venditori ambulanti abusivi: senegalesi, cingalesi ma anche italiani (quasi tutti del sud) e tutti si lamentano della crisi. «Loro? - commenta a caldo Marco Magnani, titolare del Bagno Granchio di Lido di Spina e presidente della Cooperativa stabilimenti balneari - Noi paghiamo 17mila euro di concessione, dobbiamo chiedere mille permessi e non possiamo permetterci un passo falso mentre loro arrivano, montano la tenda con tanto di camerino per permettere ai clienti di provare la roba e si incavolano anche se posizioniamo i lettini sulla battigia. E non sono solo stranieri, sia ben chiaro».
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È un fiume in piena Magnani. «Io ci parlo, mi faccio raccontare, voglio capire - aggiunge - Queste persone adesso hanno quasi tutte il permesso di soggiorno e lavorano nelle ditte di Parma, Modena, ma anche Ferrara. Il fine settimana lo passano al mare. Nel senso che arrivano, si sistemano alla meno peggio e vendono di tutto, così da arrotondare. Evidentemente qualcuno compra. Ed è il mercato del falso quello che tira di più».
«Che poi certe cose io non le capisco - va avanti - Una borsa di Louis Vuitton costa in media 700 euro. Sono davvero pochissime le persone che possono permettersela e si vede lontano un miglio che lo possono fare...Insomma, smettiamo di comprare merce taroccata, serve a nulla».
«Gli abusivi ci sono e non se ne andranno - aggiunge Luca Callegarini, Confesercenti - Abbiamo fatto tanto, le forze dell’ordine portano avanti un ottimo lavoro ma è un fenomeno difficile da gestire. O meglio, lo è evidentemente per noi. A Cervia ci sono riusciti. Si sono uniti, tutti, hanno versato una certa cifra a testa e quindi hanno aiutato il Comune ad assumere più vigili. Perché alla fine la via migliore è quella ufficiale. Devono essere le istituzioni a farsi carico della cosa». La gente però continua a comprare...«e lo continuerà a fare, purtroppo». Tanti clienti sono proprio quelli del “tornatevene a casa vostra”, gli stessi che però poi vedono un caricatore per il telefono a cinque euro e si fermano a compralo, magari cercando di tirare ancora un po’ sul prezzo.
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«A Cervia hanno chiuso le porte e adesso arrivano tutti qui - fa presente la proprietaria di un altro Bagno - Poi certo, ci sono dei “colleghi” che li aiutano dando loro cabine e quanto altro in cambio di manodopera gratuita. Perché loro vendono merce abusiva, ma noi non ci tiriamo certo indietro». Ci sono delle soluzioni?
«È difficile, se non impossibile - prosegue Callegarini - In primo luogo bisognerebbe cambiare modo di pensare e iniziare a non comprare, a non affittare, a non agevolare in alcun modo il commercio abusivo. Lo predichiamo da anni, ma evidentemente alla gente piace. Per molti la passeggiata sulla battigia, sotto il sole cocente e con i soldi in mano, significa estate. Per i gestori degli stabilimenti e per i commercianti è invece un danno gravissimo».
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