«Marattin accusa le categorie ma getta solo discredito»
Unindustria contro Luigi Marattin. Gli industriali guidati da Riccardo Maiarelli, presidente pure della Fondazione Carife, hanno reagito agli affondi da parte «dell’ex assessore al Bilancio del...
Unindustria contro Luigi Marattin. Gli industriali guidati da Riccardo Maiarelli, presidente pure della Fondazione Carife, hanno reagito agli affondi da parte «dell’ex assessore al Bilancio del Comune di Ferrara», come viene chiamato l’attuale consulente economico di Palazzo Chigi, alle responsabilità dei vecchi vertici nel crac Carife. Due giorni fa Marattin aveva inserito un inciso in un’analisi sulle difficoltà delle banche, che «hanno troppo a lungo prosperato in sistemi di potere locali, frammentati, dove il consolidamento veniva sacrificato alla logica di prestiti o dividenti allocati secondo criteri diversi da quelli di efficienza economica». E non sono mai mancati sui affondi specifici sugli ex amministratori ferraresi, espressione di industriali e agricoltori.
«Alla luce dei recenti sviluppi delle vicende giurisdizionali e delle dichiarazioni comparse sulla stampa, è necessario invitare nuovamente tutti ad una maggiore prudenza ed equilibrio, soprattutto - lo sottolineiamo con forza - evitando generalizzazioni - si legge su una nota di Unindustria Ferrara - La profonda ingiustizia riservata alla Cassa di Risparmio di Ferrara ha responsabilità molto chiare che abbiamo avuto modo di evidenziare dal momento che non si è concretizzato quanto votato nell’assemblea del luglio 2015. Accusare una classe imprenditoriale, come dichiarato esplicitamente dall’ex assessore al bilancio del Comune di Ferrara, non è accettabile; si tratta di un discredito che non può essere attribuito ad un’intera categoria. Qualora vi fossero delle responsabilità degli amministratori - continuano gli industriali - queste saranno eventualmente oggetto di accertamento da parte della magistratura. Crediamo sia necessario, in un momento così delicato per il futuro di questa città e del suo territorio, richiamare coloro che esprimono giudizi ad un maggiore equilibrio, evitando strumentalizzazioni o prese di posizione che in alcuni casi, oltre ad essere espressione di punti di vista politici, contribuiscono a rendere più nebuloso un tema sul quale, invece, il trascorrere del tempo sta mettendo in luce l’esistenza di altre responsabilità lungo tutto il corso del processo decisionale».
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