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Rifiuti pugliesi, è scontro «Indagine epidemiologica»

Morghen (M5s) chiede di monitorare la salute dei cittadini vicini all’inceneritore Lega Nord, sit-in da Hera. Peruffo (Fi): qui troppi tumori. Fdi vuole risarcimenti

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Si compatta il fronte contro l’incenerimento dei rifiuti pugliesi. La Lega Nord ha organizzato un sit-in per lunedì, il giorno prima dell’arrivo dei camion, di fronte all’inceneritore in via Diana, alla presenza del referente emiliano del Movimento giovani padani, Carlo Piastra, e il commissario ferrarese Gianfranco Guizzardi, a fianco del capogruppo regionale Alan Fabbri. Per Piastra «non v’è certezza che la Regione Puglia rimetta in funzione a breve gli impianti». «Tutto il Ferrarese - rincara Fabbri - si sta organizzando per estendere la raccolta dei rifiuti porta a porta, che farà salire la differenziazione su valori superiori al70%, anche per limitare la produzione e il conferimento all’inceneritore. Nonostante questo, i cittadini ferraresi sono costretti a incamerare i rifiuti provenienti da Regioni poco virtuose». L’M5s risponde con una serata d’informazione e protesta in piazza, il 13 luglio, e un ordine del giorno con richiesta d’indagine epidemiologica «sulla popolazione ferrarese esposta ai fumi dell’inceneritore». Ilaria Morghen, che firma la richiesta, fa notare che le emissioni degli inceneritori «comportano per le popolazioni interessate la potenziale esposizione ad una gamma di agenti dotati di un ampio spettro di attività tossicologica», con particolare riferimento alla diossina. I soldi in arrivo per lo smaltimento dei rifiuti pugliesi andrebbero quindi usati per «studiare e monitorare lo stato di salute della popolazione del territorio dove insiste l’impianto Hera, che risulta assoggettata alla ricaduta dei fumi dell’impianto stesso e alla diffusione delle scorie nell’aria, nell’acqua e nel terreno».

Paola Peruffo, consigliera di Forza Italia, rimarca il «record di tumori» del territorio, almeno in confronto a Taranto, in particolare per il polmone: per i rifiuti pugliesi «sede più sbagliata di Ferrara non poteva esserci, sono anche stati trascurati tutti i negativissimi dati relativi alle polveri sottili. Solidarietà? Ricompensata con un assegno da 180mila euro». Paolo Spath (Fdi) boccia pure lui l’operazione, secondo lui il Comune dovrebbe chiedere «a Hera di utilizzare parte dei proventi per lo smaltimento in opere di pubblica utilità o di riqualificazione urbana o infoltimento del verde». (s.c.)

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