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Tutti i risvolti del decreto «Così non ci soddisfa»

Tutti i risvolti del decreto «Così non ci soddisfa»

Nuova riunione nella Sala della Musica dell’associazione “No Salvabanche” Strada in salita per gli azionisti. «E contro Nuova Carife mosse da studiare»

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Il decreto sul rimborso degli azzerati è stato al centro ieri sera dell’incontro pubblico, nella Sala della Musica, promosso dall’associazione No Salvabanche. Milena Zaggia, uno dei più attivi componenti dell’associazione, ha ribadito la sua contrarietà al decreto.

«Non siamo soddisfatti, è stato pubblicato con gli stessi paletti, e nessun emendamento è stato accolto - ha detto - Lo scopo dell'assemblea è di fare chiarezza. Sicuramente non ci fermiamo, perché se oggi si sente il peso della situazione, fra 3 o 4 anni lo si sentirà ancora di più». All’incontro erano presenti i legali Stefano di Brindisi, Giovanni Franchi e Letizia Vescovini. «Il decreto dice che le obbligazioni indennizzabili dal fondo solidarietà sono quelle acquistate fino al 16 giugno 2014, chi ne ha acquistate dopo non può sperare nel rimborso - ha detto Franchi - Ma occorre anche che l'investitore abbia un patrimonio immobiliare inferiore ai 100mila euro o un reddito non superiore a 35 mila euro. Il rimborso è pari all'80 per cento del capitale investito, detratte le spese. Esiste la possibilità dell’arbitrato, ma è alternativo alla conciliazione. Si sconsiglia l'arbitrato e si consiglia la conciliazione. Agli obbligazionisti si consiglia la mediazione. Per gli azionisti le cose sono peggio, perché non hanno questo rimborso dell'80 per cento. Le mosse contro la nuova banca vanno studiate, il primo elemento è dato dal fatto che il contratto con la vecchia banca non sia stato sottoscritto dal legale della vecchia banca o non è stato fatto».

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