La Nuova Ferrara

Ferrara

Ferrara, abbandonati dalla sanità in ritirata

Ferrara, abbandonati dalla sanità in ritirata

L’ex Sant’Anna e l’ex San Giorgio avrebbero dovuto essere ceduti per ripagare una parte dei costi del nuovo ospedale

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. L’erba alta, la tenda stracciata e i muri scrostati. Tutto attorno il silenzio che sempre si associa a un luogo svuotato di persone e di funzioni, da 12 anni nel dimenticatoio. È ciò che resta della sede dell’ex centro di riabilitazione San Giorgio di via Boschetto, servizio oggi ospitato nell’ex Casa del Pellegrino e in procinto di affrontare il trasloco a Cona.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:foto-e-video:1.13796558:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/foto-e-video/2016/07/10/fotogalleria/ferrara-l-ex-ospedale-san-giorgio-in-stato-di-abbandono-1.13796558]]

Quello stesso silenzio si ritrova di sabato mattina nei viali, nei parcheggi e nelle aree verdi dell’ex Sant’Anna di corso Giovecca, rimasti nello stato di quattro anni fa, quando l’ospedale si spostò a Cona.

Qui, ad occhio, solo una cosa è cambiata. L’Asl è entrata in possesso dell’anello dell’ex ospedale (pagato una decina di milioni di euro) e ci ha trasferito i servizi della Casa della Salute.

Il trasloco dell’ospedale Sant’Anna ha lasciato sul terreno, oltre alle polemiche per i costi e per l’ubicazione a 10 km dalla città, mai veramente digerita dalla popolazione, una serie di incompiute. Che dire dell’annunciata vendita di un’ala del Nuovo Sant’Anna all’Inail, poi sfumata e ritornata in pista solo nelle scorse settimane, uno stop che ha “congelato” nelle casse dell’Istituto nazionale infortuni sul lavoro 65 milioni di euro che sarebbero dovuti entrare nelle casse della Regione? E del piano di dismissioni per recuperare una parte dei costi di costruzione del nuovo ospedale, un’apertura al mercato valutata 10 anni fa circa 30 milioni di euro?

Del “pacchetto”cessioni facevano parte la sezione centrale dell’area dell’ex Sant’Anna, circa 6-7 ettari, il San Bartolo, la sede Asl di via Cassoli e l’ex San Giorgio di via Boschetto, oltre alla vendita da parte del Sant’Anna all’Asl dell’anello di corso Giovecca (unica partita andata a buon fine). Alienazioni programmate per finanziare la nascita del colosso sanitario a Cona ma che ad oggi, nonostante sian o trascorsi dieci anni dalla conclusione dei lavori della Commissione Lugli, sono rimaste confinate sulla carta. È noto che da anni il mercato immobiliare ha imboccato una china che rende aleatorio l’investimento in progetti di valorizzazione urbanistica, perché i costi rischiano di superare il ritorno economico dell’intervento. In pratica: case, uffici, sedi di servizi pubblici e privati potrebbero restare disabitati per anni in mancanza di compratori. L’aspetto curioso è che azienda Sant’Anna e Comune danno due versioni diverse dell’impasse. «La proprietà (cioé il Sant’Anna, ndr) deve decidere cosa fare nell’area “libera” dell’ex ospedale, noi siamo pronti per pubblicare e adottare il piano particolareggiato», afferma l’assessore Roberta Fusari. «In realtà non sono stati ancora definiti tutti gli accordi per le alienazioni. Fino ad allora non ci possiamo muovere», ribatte il dg del Sant’Anna, Tiziano Carradori. Dopo l’incontro tra i due che risale a circa un anno fa di fatto nulla si è mosso. (gi.ca.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google