I NOSTRI CAMPIONI DI INNOVAZIONE
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sui nuovi imprenditori
C’è una Ferrara fatta di giovani imprese ad alto contenuto tecnologico,
mossa da passione e competenze. Ci piace raccontarla come conferma che la
realtà, là fuori, non è tutta crisi, chiusure e licenziamenti, ma conta
anche aziende laboriose che lontano dai riflettori sperimentano, si
ingegnano, esplorano strade e crescono. Ce la fanno. E quante start-up nate
attorno ad un’idea, fondate da studenti universitari o neolaureati, che
ormai camminano con le proprie gambe e offrono soluzioni al tessuto
produttivo tradizionale: quelle che piacciono al governo, che sono il fiore
all’occhiello delle università, a cui le banche concedono fiducia e denari.
A parole, negli slogan; che i fatti testimoniano tutt’altro.
Chiedetelo all’ingegner Miriam Surro che ha dovuto rinunciare ad un
finanziamento di 80mila euro, di cui l’80% a fondo perduto, di un concorso
ministeriale sui brevetti perché quando i fondi sono stati finalmente
disponibili – dopo quattro anni – a rigore di bando l’idea avrebbe dovuto
essere ancora in fase sperimentale e aveva invece già avviato la produzione
e stava vendendo. Il lavoro non poteva attendere la burocrazia e lei non è
il tipo da dichiarare il falso.
Domandatelo all’architetto Roberto Meschini che ha fatto la via crucis delle banche ferraresi per trovarne una che desse fiducia ai suoi progetti, ma tutte erano pronte a prestargli i soldi per un’auto
sportiva.
Fatevelo raccontare dai loro colleghi, tutti a combattere con la
difficoltà di presentare le proprie idee ad un funzionario pubblico o ad un
direttore di banca senza aver un tondino, un tubo o un bullone da tirar
fuori dal cilindro dicendo “io produco questo”. Perché non basta sbandierare gli accordi di a
lternanza scuola/lavoro che attraggono ragazzi fin da Rovigo, a cui, al
termine del percorso formativo, assegni lavoro vero che paghi regolarmente
anche quando i tuoi clienti ti fanno tribolare mesi e mesi, e se sono
pubbliche amministrazioni ancora di più.
Non serve dimostrare che gli impianti che vendi a mezza Italia e all’estero fanno risparmiare milioni in
forniture di acqua, gas ed elettricità a consorzi industriali e condomini,
per ottenere un prestito.
Noi lo abbiamo domandato, agli under 40 che fanno impresa. Ne è uscito un
racconto a più voci, appassionato, a tratti amaro: lo trovate nelle prossime
due pagine. I nostri campioni di innovazione raccontano i vantaggi e gli
aspetti critici della scelta di insediarsi a Ferrara, un luogo baricentrico,
che offre un equilibrio positivo tra costi e qualità della vita, ma in
quanto a infrastrutture digitali sta messo peggio che a strade e
superstrade. Chiedono una fiscalità locale progressiva negli anni, che non
soffochi le imprese già nella culla, e un nuovo impulso alle cooperative di
garanzia che possono facilitare l’accesso al credito. E un patto
territoriale che punti alle relazioni internazionali di cui le idee
innovative si nutrono e possa attrarre investitori privati pronti a
scommettere sulle imprese ad alta tecnologia: la Nuova è pronta a
sottoscriverlo.
“Noi ci mettiamo le nostre idee, la professionalità e i nostri anni
migliori”, ma abbiamo bisogno di sostegno, dice per tutti l’ingegner Surro.
E' un appello che non può cadere nel vuoto.
Buona domenica.
Luca Traini
l.traini@lanuovaferrara.it
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