«Salviamo le persone non siamo dei tuttofare»
LIDO SCACCHI. I bagnini di salvataggio sorvegliano ogni giorno i bagnanti dalla torretta di avvistamento o dal moscone, ammonendo a suon di fischietto chi mette in atto comportamenti a rischio per l’i...
LIDO SCACCHI. I bagnini di salvataggio sorvegliano ogni giorno i bagnanti dalla torretta di avvistamento o dal moscone, ammonendo a suon di fischietto chi mette in atto comportamenti a rischio per l’incolumità propria o di terzi. «Il nostro ruolo è molto complesso e di responsabilità elevata – spiega Giacomo Legnani, assistente bagnante in servizio all’altezza dell’Holiday Village Florenz del Lido degli Scacchi -, non ben conosciuto, tanto che succede spesso che ci siano turisti che, pure con modi arroganti, ci impartiscano ordini per rimuovere alghe o legni galleggianti o per far uscire cani scorti a fare il bagno». Legnani punta a sensibilizzare l’opinione pubblica attorno ad un problema che in alcuni casi, non solo mette a dura prova i nervi degli assistenti bagnanti, ma tende pesantemente ad interferire con le loro attività. «A noi compete solo un dovere - aggiunge Legnani – quello di prevenire infortuni in acqua e di intervenire per malori e sindromi da sommersione. Dobbiamo occuparci solo della sicurezza dei bagnanti». Anche l’ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Garibaldi, esposta in tutti gli stabilimenti balneari, stabilisce che i bagnini non possano essere adibiti, neppure temporaneamente ad altre mansioni. «I turisti vedono la nostra divisa in spiaggia e si rivolgono a noi per segnalazioni, lamentele o per chiederci di svolgere attività che non rientrano nel nostro ruolo – va avanti Legnani -, magari insistendo per contattare le forze dell’ordine per recuperare una tartaruga spiaggiata o per far allontanare i cani dall’acqua, ma l’assistente bagnante non va mai distolto dal suo compito. Se succede qualcosa in mare, mentre un bagnino per generosità ha cercato di assecondare la richiesta del turista, la cosa diventa seria». La turbativa e l’interruzione di pubblico servizio si configurano come illeciti penali, dei quali si deve inevitabilmente tenere conto. Ogni assistente bagnante dalla propria postazione sorveglia una media di 200 – 300 turisti in acqua con conseguenti impegno e concentrazione elevatissimi. Talora succede anche che qualche turista rivendichi il diritto di indicare al bagnino in quale punto esatto del mare collocarsi per monitorare il proprio spazio acqueo di competenza. «Anche questo è un errore – conclude Legnani - in quanto i turisti non dispongono di brevetto di salvataggio e quindi non hanno nessun titolo per intervenire». L’opera di sensibilizzazione di Legnani aspira a mettere in luce le delicate competenze degli assistenti bagnanti, nella speranza che i turisti possano collaborare riconoscendo a pieno il loro ruolo. Le attività di salvataggio in mare sono normate anche dall'Ordinanza regionale, che ogni anno fissa anche le date di inizio e di chiusura della stagione turistica estiva. (k.r.)
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