La Nuova Ferrara

Ferrara

Sul Circondariale sognando le breme

di Marcello Pulidori
Sul Circondariale sognando le breme

Viaggio (a bassa voce) sulle sponde del canale, con 200 partecipanti oppressi dal caldo e dal desiderio di vincere

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VALLETTE DI OSTELLATO. La sponda verde sembra pettinata. Gli aironi si alzano in volo lenti poi virano e vanno a pranzare nelle acque più basse di questo canale che ha un nome lungo lungo, “canale Circondariale Bando-Valle Lepri-Ostellato”. «Con questo caldo - racconta Jean, francese di Nancy - è difficile tirare su qualcosa. I pesci tendono a stare sul fondo, alla ricerca del fresco». Il caldo, manco a dirlo: 35 gradi all’ombra, 40 al sole. Qui per trovare refrigerio ci vorrebbe il vento di Tramontana, altro che venticello. Si salta da un albero all’altro per accaparrarsi una piccola porzione di ombra. Camminiamo lenti in mezzo ai campionati del mondo di pesca al colpo. Tre chilometri e mezzo di sponda e di picchetti, così si chiamano le postazioni dei pescatori: la pesca al colpo è un particolare tipo di pesca, canna e lenza, ma qualcuno (sbirciando) lascia intravedere anche il mulinello (che di base sarebbe vietato). Ostellato è a 5 chilometri. Ventotto Nazioni, altrettante squadre. Le favorite? Italia e Inghilterra, ma la Francia promette sorprese. In tutto, 200 pescatori. Entri nella piccola strada che costeggia il campo gara e la prima sensazione è di essere osservato, molto osservato: guai a fare rumore, se ti suona il telefonino rischi grosso, minimo qualche parolaccia. Al mare non lo trovi più, un silenzio così. Tra i pochi a fare un po’ di trambusto rendendo la scena meno surreale è un’ambulanza che, lampeggianti accesi, gira e rigira per il campo gara. Non si sa mai. Un ragazzo e una ragazza scappano da un sole che spacca e si rifugiano sotto uno dei 200 ombrelloni gialli tutti in fila lungo la sponda. L’unica colonna sonora sono le cicale. Il “Circondariale” è un canale che fa anche un po’ paura, nei punti più larghi supera i 50 metri da sponda a sponda. Ma è importante perché, Mondiali a parte, senza la sua acqua queste campagne brucerebbero. Taccuino e penna. Scusi, possiamo disturbarla? Ma quali sono le specie più pescate? «Carpe, carassi e pesce-gatti - ci sussurra in un orecchio un altro pescatore - , ma qui la voglia matta è prendere le breme. Il 90% del pescato sono breme». Le breme, cosa sono? «È un pesce di acqua dolce (anche se quella del Circondariale è salmastra, a voler essere precisi, ndr) che può arrivare quasi al metro di lunghezza e ai 6 chili di peso». Ecco perché tutti cercano la breme: più breme, più peso. E vittoria più vicina. Renzo e Marino sono ispettori di gara e per loro questi dettagli sono pane giornaliero. Intanto camminiamo per un altro centinaio di metri e continua a non udirsi nemmeno il ronzio di una mosca in mezzo agli ombrelloni gialli, nei circa 10 metri che dividono un pescatore dal rivale, tra chi si asciuga un sudore interminabile, chi cerca l’ombra per mangiare un panino, chi dorme, vicino a questo altare laico e pieno d’acqua delle Vallette di Ostellato. Canne (da pesca) ovunque, massimo 13 metri, leggerissime: 8 etti di carbonio. Sembra di reggere in mano due pacchetti di fazzoletti di carta. Da non crederci. A darci le ultime, attorno alle 14,15, è un signore che la passione per la pesca ce l’ha dipinta in faccia. È di Riccione, si chiama Ezio Fantini e fa parte del comitato regionale della Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee). Allora, chi vince? «Italia o Inghilterra», mormora Ezio. Si pesca ancora, ma tra poco le canne saranno all’asciutto. Si pesca inghiottendo il sudore. In questo paradiso d’ambiente delle Vallette, dove non passano le auto, il tempo è fermo e la natura sprigiona tutta la sua bellezza. Il roteare di una canna ci saluta, ricambiato dal nostro ultimo bisbiglio.

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