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Al via la demolizione dell’antico campanile «Era pericolante»

Al via la demolizione dell’antico campanile «Era pericolante»

Porto Garibaldi, il Comune ne ha ordinato l’abbattimento La comunità si è mobilitata in aiuto della Curia

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PORTO GARIBALDI. Da ieri è partita l’opera di demolizione del campanile di Porto Garibaldi, alla luce dei segni di cedimento strutturale, sfociati nei mesi scorsi in una ordinanza comunale che ne prescriveva l’abbattimento. «Sono iniziati oggi l’accantieramento e la demolizione del campanile di Porto Garibaldi – conferma don Stefano Zanella, direttore dell’Ufficio tecnico Beni culturali e della nuova edilizia di culto dell’arcidiocesi di Ferrara e Comacchio – con il ricovero delle campane in un luogo adatto e transennato, in attesa di trovare per loro una collocazione idonea, dove poterle ospitare. Ad oggi resteranno a Porto Garibaldi, ma per obblighi imposti dalla Soprintendenza, si dovrà trovare una location adeguata, perché sono un bene vincolato, che ricordano la pre esistenza della chiesa». Nel frattempo saranno compiuti studi specifici sulle campane in ferro, per individuare il nome del fornitore e tutte le altre informazioni, che ne permetteranno l’inventariamento e la catalogazione. L’impresa Garc spa di Modena, che sta effettuando l’intervento dovrebbe ultimare la demolizione e lo smaltimento dei materiali di risulta da cantiere nell’arco di 5-10 giorni. «Verrà poi realizzato un concorso di idee, di concerto tra la Curia ed il Comune – prosegue don Stefano – per l’edificazione di un nuovo campanile, ripensando anche ad un’area più vasta, quella del centro parrocchiale, con un occhio di riguardo rivolto al mondo dei giovani ed il coinvolgimento di gruppi di professionisti». La demolizione del campanile non è dunque da ritenersi un’opera fine a se stessa, ma inserita in un’ottica di riqualificazione complessiva del centro parrocchiale, con l’annesso teatro. «L’importo complessivo dell’intervento, pari a 20mila euro è stato previsto dalla curia e si potrà attingere ai fondi Cei. Ha giocato un ruolo determinante anche la gara di solidarietà della comunità locale». Il campanile in cemento armato, costruito negli anni ’70 è uno dei simboli della comunità di Porto Garibaldi, come riconosce il parroco don Andrè Nayeton. «La gente è profondamente legata al campanile – commenta don Andrè - ma ha capito che la priorità ora è la sicurezza delle persone e quindi è necessario ricostruire un campanile nel rispetto delle norme».

Katia Romagnoli

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