Schianto con due morti: «Ho perso il mio amore»
Ferrara, parla l’unica sopravvissuta dell’incidente avvenuto ieri mattina all’altezza di Barco. Vittime dello scontro tra una moto e una bici il compagno di 48 anni e un ciclista di 74
FERRARA. «Ho perso la persona che amavo di più al mondo». Un filo di voce, la disperazione stampata sul volto. Sul corpo le lacerazioni provocate dalla caduta, ma la ferita vera, quella indelebile, è impressa nel profondo dell’animo e non guarirà più.
Sara Bersan, 41 anni, dipendente di Unicredit, è stesa sul lettino della Chirurgia del Sant’Anna, circondata dai parenti. «Non ricordo nulla - racconta dell’incidente in cui ha perso la vita, ieri mattina, il compagno Andrea Nascetti, 48 anni, che guidava la moto su cui lei era seduta come passeggera - solo che forse qualcosa ci ha tagliato la strada».
«Forse» quel «qualcosa» era la bicicletta su cui viaggiava Silvano Valesani, 74 anni, ex dipendente del petrolchimico di Ferrara, in pensione, residente al Doro in via Franceschini. È lui l’altra vittima dell’incidente avvenuto pochi minuti prima delle 9 in via Padova, a poca strada dall’incrocio con via Maragno e via Marconi, regolato da un semaforo. Della dinamica si sa poco: ieri mattina non veniva neppure esclusa l’ipotesi che l’incidente potesse essere stato provocato anche dal passaggio di un altro veicolo, che poi non si è fermato. Nessun indizio avrebbe poi confermato questo quadro. Quello più probabile ipotizzava che i due mezzi - un’Aprilia Pegaso Cube 650 e una bici da uomo - si siano scontrati sulla corsia in direzione di Ferrara. L’impatto è avvenuto circa cento metri dopo il semaforo, i mezzi hanno continuato a scivolare per un’altra cinquantina. Non c’erano testimoni diretti presenti sul posto all’ora dell’incidente e Sara Bersan, la passeggera della moto, nelle ore successive diceva di non ricordare cosa fosse avvenuto. Lei e Andrea Nascetti venivano da Ficarolo (Ro), dove si erano accasati in via Belfiore 708, e viaggiavano verso Ferrara per motivi di lavoro. Dovevano raggiungere i rispettivi uffici, lui quello del Catasto o di Equitalia, come hanno dichiarato alcuni conoscenti, lei quello della filiale Unicredit presso cui presta servizio.
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«Era una giornata bellissima - raccontava ieri Sara Bersan - Andrea guidava la moto, era prudente, bravissimo quando era al volante». Quando sono arrivati i soccorsi sul posto si sono imbattuti in una scena che da tempo non si vedeva sulle strade della città. Un corpo a terra in mezzo alla carreggiata, quello di Valesani; sparsi ovunque pezzi di casco, portafogli, una borsa, un sandalo, una scia rossa che si allungava per qualche decina di metri fino al groviglio formato dall’Aprilia e dalla bici, un unico ammasso di metallo a fianco del quale giacevano un casco e il corpo inerme di Andrea Nascetti. Gli operatori del 118 hanno preso in consegna la donna, che ha riportato lesioni guaribili in una decina di giorni. Per il conducente della moto e per il settantaquattrenne ferrarese ogni soccorso era ormai inutile. Resta in piedi l’inchiesta che dovrà accertare le responsabilità dell’incidente.
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