Annega in mare davanti agli amici
Giovane profugo del Gambia è deceduto tra i Bagni Le Piramidi e Jamaica. Era arrivato da poco in Italia su un gommone
LIDO SPINA. Gioca a palla con gli amici e all’improvviso scompare tra le onde. Si è trasformata in tragedia quella che per un gruppo di giovanissimi ospiti dell’istituto Don Calabria “Città del Ragazzo” di Ferrara, doveva essere una giornata di svago al mare. A perdere la vita è stato Muhamed Jetta, 17enne del Gambia. La tragedia si è consumata nel tratto di mare della spiaggia libera tra i bagni Le Piramidi e Jamaica diLido Spina. Erano le 13.30 circa quando gli otto minori, accompagnati da un educatore del centro, presso il quale hanno trovato ospitalità come rifugiati, hanno deciso di lasciare il gazebo allestito in spiaggia libera, per giocare a pallavolo in mare. A un certo punto, per cause su cui sta indagando l’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi, Muhamed è finito sott’acqua, sparendo dalla vista degli altri. Dopo qualche istante di concitazione, è scattato l’allarme. Le grida degli amici e dell’educatore hanno richiamato l’attenzione dei turisti che in quel momento si trovavano nei pressi. «Il primo ad intervenire è stato un polacco – racconta visibilmente scossa Manuela Maccario, turista che era sulla spiaggia con un’amica -, ma si sono subito tuffati anche Filippo, l’educatore e la mia amica Giulia, che sino a due anni fa è stata bagnina di salvataggio a Lido Volano». Nel frattempo una coppia di Codrea, Morena e Riccardo Rondina, dal proprio ombrellone sulla spiaggia libera ha attivato le chiamate di emergenza. È partita una corsa contro il tempo. con turisti - tra loro anche un vigile del fuoco di Portomaggiore fuori servizio - che si sono uniti alle ricerche, per scandagliare il fondale alla ricerca del giovane. Sul posto sono intervenuti i gommoni della Guardia costiera e dei vigili del fuoco con il personale del soccorso acquatico, i carabinieri della stazione di Lido Estensi, l’automedica del Delta, l’ambulanza di Comacchio Soccorso, i sommozzatori di Ravenna e, intorno alle 14.30, anche l’elicottero dei vigili del fuoco, che per mezz’ora ha sorvolato il tratto di mare nel quale il ragazzo è stato visto inabissarsi. «In questo tratto non è obbligatorio il servizio di salvataggio perché la spiaggia è libera – raccontano le due turiste Manuela e Giulia -, ma i bagnini dei bagni confinanti, benchè fosse il loro orario di pausa con il moscone e anche a nuoto si sono prodigati nelle ricerche». Dopo estenuanti ricerche non agevolate dal caldo torrido e dal fondale senza visibilità, verso le 15 il corpo del 17enne è stato rinvenuto a poco meno di 50 metri dalla riva, nell’area in cui era sparito tra le onde. Lo strazio degli amici che fino all’ultimo non hanno perso le speranze di riabbracciare il loro coetaneo e lo sconforto dell’educatore ha commosso tutti. La coppia di Codrea nel tardo pomeriggio ha riaccompagnato i giovanissimi alla Città del Ragazzo, sottraendo l’educatore alla guida del furgone. Anche i soccorritori si sono uniti in un abbraccio al gruppo di giovanissimi africani, tutti scampati alla morte, dopo la traversata del Mediterraneo in gommone. «Non sappiamo se ha bevuto o se ha trovato una buca o se è stato colto da malore», dice Giulia Casellati, l’ex-bagnina, che tra i primi si è tuffata per cercare subito il ragazzo. La salma del ragazzo si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, all’Istituto di medicina legale di Ferrara.
Katia Romagnoli
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