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relazione del garante regionale

Arginone sovraffollato: 252 posti per 343 detenuti

Arginone sovraffollato: 252 posti per 343 detenuti

In Emilia-Romagna c'è di nuovo «una forte preoccupazione per il problema del sovraffollamento nelle carceri, che pensavamo superato ma così evidentemente non è: il momento è delicato, anche a causa...

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In Emilia-Romagna c'è di nuovo «una forte preoccupazione per il problema del sovraffollamento nelle carceri, che pensavamo superato ma così evidentemente non è: il momento è delicato, anche a causa del caldo». A sollevare il problema durante la sua relazione davanti all'Assemblea legislativa sull'attività svolta nel 2015 è Desi Bruno, Garante regionale delle persone private della libertà personale, che rivela come al 30 giugno 2016 a fronte di una capienza regolamentare di 2.800 persone i ristretti nelle 11 strutture della regione sono 3.128, di cui 2.996 uomini e 132 donne. Al carcere Dozza di Bologna i detenuti sono 716, a fronte di una capienza di 497 unità. A Ferrara si contano 343 ristretti su 252 posti. A Modena la capienza regolamentare è di 372 posti, ma le presenze sono 431. Problemi con il sovraffollamento anche a Parma (585 detenuti rispetto ai 468 previsti) e Ravenna (49 posti, 65 detenuti). Meno gravi le situazioni a Rimini (133 detenuti su 131 posti) e Reggio Emilia (235 su 224). Al contrario la casa lavoro di Castelfranco Emilia (75 su 182), l'ex Opg di Reggio Emilia (45 su 82), il carcere di Forlì (118 su 144) e quello di Piacenza (382 su 399) sono strutture che risultano sottoutilizzate. «I problemi del tribunale di sorveglianza incidono sulla mancata applicazione delle misure alternative, e anche sull'espulsione dei detenuti stranieri - spiega la figura di garanzia dell'Assemblea legislativa - La carenza di educatori poi non aiuta certe a istruire le pratiche per le misure alternative, e a questo si deve aggiungere anche l'incremento delle custodie cautelari». «Grazie alle nuove norme sulla giustizia registriamo meno ingressi - aggiunge - ma ci sono ancora troppe difficoltà per le uscite». Inoltre, prosegue Bruno, «si aggiungono i problemi con la custodia aperta: in assenza di occupazioni quotidiane si stanno creando conflittualità dovute al sovraffollamento».

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