Bus, ex Mof e disabili ztl ‘spine’ del Piano mobilità
Solo un ferrarese su dieci usa il mezzo pubblico, frazioni e frequenze nel mirino Il sindaco: solo qui un parcheggio centrale gratis. Permessi con troppe targhe
Più passeggeri sui bus, meno permessi ztl per disabili e una rivisitazione della sosta, in particolare sulla gratuità del parcheggio ex Mof. Sono queste le spine del nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), che dopo essere stato varato nelle sue linee d’indirizzo dalla giunta comunale, sarà adottato entro il 2017 dal consiglio comunale. Il dato più impressionante del report di accompagnamento del piano è la deriva del trasporto pubblico: in vent'anni la percentuale di chi usa il bus è crollata dal 13 al 9%, meno di un ferrarese su dieci, anche se negli ultimi 4 anni c’è stata una ripresa dei passeggeri (+3%); e la velocità commerciale continua a diminuire, -2 chilometri l’ora nell’ultimo anno. «Dobbiamo capire se si tratta di un problema di frequenze, visto che solo due linee (la 11 e la 9), le più frequentate, viaggiano ogni 15' - ha detto l'assessore Aldo Modonesi - piuttosto che di qualità dei mezzi o poca connessione con le frazioni a sud, come San Martino e San Bartolomeo, e a nord, oltre Malborghetto». Su questi aspetti arriveranno probabilmente correttivi, ma il sindaco Tiziano Tagliani ha anche sottolineato che il raddoppio in dieci anni delle piste ciclabili «è una precisa scelta che va in favore delle biciclette. Certo, avere un parcheggio come l'ex Mof a ridosso del centro, e gratuito, è una cosa che non so quante altre città abbiano. Dovremo riflettere anche su questo. Pensiamo anche a promuovere l'utilizzo del bus con campagne mirate tipo una settimana con lo slogan “lasciate a casa l’auto”. L'ampliamento della ztl? E' un obiettivo, non solo in ottica trasporto pubblico ma anche per motivi ambientali».
È un fatto che il 62% dei ferraresi è nelle condizioni di prendere agevolmente l’autobus, anche se in una città dove lo spostamento medio è di 4,7 chilometri è chiaro che la concorrenza con bici e... pedoni «rischia di essere persa in partenza - è il ragionamento dell’assessore alla Mobilità - Bisogna anche tener presente che il 70-75% del chilometraggio nel bacino di Ferrara è riservata all’extraurbano, mentre a Bologna la percentuale è rovesciata in favore dell’urbano». Si profila un confronto anche ruvido con gli altri Comuni in sede di Agenzia della mobilità.
Altra questione delicata è il numero dei permessi ztl per disabili. Ce ne sono 4.787 in circolazione, contro i 4.581 riservati ai residenti, che equivale al 34% del totale, con un elevato numero di targhe associate. La media è di 2,56 targhe a permesso, ma ci sono casi anche di 5 targhe associate, il che porta l’incidenza al 43% sul totale delle targhe. «Bisogna affrontare la questione assieme alle associazioni dei disabili, come è stato fatto a Bologna ma sull’onda della vicenda legata all’uso di questi permessi da parte dei calciatori» ha anticipato il sindaco.
Per quanto riguarda la ztl, il sindaco ha definito «un obiettivo» il suo ampliamento, senza però lanciarsi in anticipazioni, mentre è in vista una rivisitazione del regolamento redatto nel suo corpo principale nel 2003. Il varco di gran lunga più usato è quello di Porta Reno, che, a differenza degli altri, vede i picchi di superamento negli orari non perfettamente coincidenti con il pendolarismo casa-lavoro: l’ipotesi di Modonesi è che venga usato anche per attraversare la città da sud a nord, un’abitudine che il Comune vorrebbe stroncare. È ancora presto per misurare l’impatto della Tangenziale ovest in centro, mentre si sono già apprezzate significative diminuzioni del traffico in via Schiavoni (-61%), via Bologna (-10%) e via Ferraresi (-27%).
Sul tema della sosta, invece,il Pums rimarca l’assenza nella zona est di parcheggi di attestamento (l’espansione dell’Interspar potrà risolvere il problema?) e la saturazione del parcheggio di via del Lavoro, «non sufficiente per tutta la sosta pendolare» si legge nel documento: il rischio dell’introduzione del pedaggio si fa più concreto. C’è anche l’anomalia del tempo di sosta quasi equivalente tra le più care aree di sosta centrali, le zone rosse, e quelle blu (1h10’ le prime, 1h20’ le seconde), entrambi a rischio di saturazione al mattino. Bisogna considerare che nelle zone blu è consentita la sosta anche ai residenti con vetrofania, che si stima occupino circa il 20% degli stalli.
Stefano Ciervo
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