«Si faceva volere bene da tutti»
Il commosso ricordo del direttore della Città del Ragazzo
FERRARA. Non riesce a contenere la commozione Giuseppe Sarti, direttore della Città del Ragazzo di Ferrara, struttura dove il giovane profugo annegato era ospite da una mese. La sua è una reazione umana, vera, spontanea, che testimonia il grande dolore che si è abbattuto su tutta la comunità con sede ad Aguscello che lui dirige da anni.
«Purtroppo, ho appena appreso da un mio collaboratore la triste notizia della morte di Muhamed Jatta - dichiara Sarti - e siamo tutti molto turbati. Il giovane faceva parti del progetto che offre accoglienza a minorenni che hanno richiesto asilo, il progetto Sprar condotto insieme alla cooperativa Camelot. In totale sono 18 i ragazzi profughi che ospitiam tramite le nostre strutture oltre a 12 adulti. I ragazzi fanno varie attività e per oggi - ieri per chi legge ndr - era prevista una gita al mare a Lido di Spina per trascorrere alcune ore di svago. Sono stati accompagnati da un educatore 8 ragazzi e purtroppo quella gita si è trasformata in una tragedia. Da quanto mi hanno raccontato, i ragazzi stavano giocando insieme a pallone in un metro d’acqua, probabilmente Muhamed si è trovato in difficoltà perché in quel tratto ci sono delle buche, può aver ingoiato dell’acqua e poi non è più riuscito a risalire. Lo hanno cercato ma purtroppo tutto è stato vano E dire che il primo giorno che andavano al mare dopo la fine del ramadan». Sarti racconta poi il soggiorno ferrarese del giovane giunto nel centro di Aguscello lo scorso giugno. «Muhamed Jatta - dice il direttore della Città del Ragazzo - era da un mese arrivato nel nostro centro a Ferrara. Aveva compiuto 17 anni lo scorso maggio. È partito dal Gambia come migrante e, da quanto sappiamo, in patria ha la mamma. Si è subito integrato molto bene con gli altri stranieri presenti nella nostra struttura. Aveva cominciato a frequentare i corsi per imparare l’italiano e poi si stava preparando per iniziare un percorso formativo, necessario per la completa integrazione. Era un ragazzo che si faceva volere bene da tutti». (g.p.z.)
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