«Stava giocando con gli amici quando è sparito»
LIDO SPINA. I sette ragazzi africani, tutti rifugiati e ospiti del centro di accoglienza dell’istituto Don Calabria “Città del ragazzo” di Ferrara, ieri pomeriggio hanno seguito con il cuore in gola...
LIDO SPINA. I sette ragazzi africani, tutti rifugiati e ospiti del centro di accoglienza dell’istituto Don Calabria “Città del ragazzo” di Ferrara, ieri pomeriggio hanno seguito con il cuore in gola le operazioni di ricerca del loro amico Muhamed, inghiottito tra le onde. Ad accorrere sul luogo in cui si è consumata la tragedia anche Giuseppe Sarti, direttore del centro giovanile ferrarese, che ha poi condiviso con l’educatore le formalità di rito all’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi. I turisti in spiaggia si sono presi cura dei sette adolescenti, cercando di confortarli sotto il loro ombrellone, offrendo acqua e bevande. Il 17enne gambese risulta fosse in attesa di permesso di soggiorno e non sapeva nuotare, ma «stava giocando con gli amici con l’acqua che arrivava a metà busto – racconta una delle turiste scosse dall’accaduto – e noi dalla spiaggia stavamo guardando il gruppo, sin quando uno degli otto è sparito. Ma è stata una frazione di secondo. Forse ha trovato una buca all’improvviso. In questa zona il fondale è irregolare e in quel frangente la corrente spingeva verso sud, in direzione del bagno Jamaica». La salma di Muhamed è stata riportata a riva dai vigili del fuoco del soccorso acquatico, coordinati dal caposquadra Giancarlo Lambertini.
«Stavo nuotando – racconta il turista polacco Mirko Lison, intervenuto per primo nelle ricerche -, quando mia moglie dalla battigia, con gesti, perché il vento mi impediva di udire, mi ha indicato il gruppo di ragazzi. A bracciate li ho raggiunti. Insieme a qualcun altro arrivato di corsa dalla spiaggia – prosegue il turista polacco -, ci siamo subito immersi per cercare sul fondale, ma non c’è stato niente da fare».
L’uomo che parla l’italiano a fatica, quando è stata riportata a riva la salma di Muhamed, ha recuperato il proprio ombrellone, mettendolo a disposizione dei soccorritori, con cui hanno creato una protezione. (k.r.)
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