Tutti insieme per il crollo dei capannoni
Cinque imputati per Tecopress: la tranche che vede imputato il titolare sarà accorpata il 16 gennaio al precedente troncone
Appena il tempo per guardare le carte, ascoltare le richieste del pm e quelle delle difese e il processo per la morte di un operaio nei capannoni della Tecopress di Dosso, crollati nel terremoto del 20 maggio 2012, è stato subito aggiornato al 16 gennaio dal giudice Luca Marini quando questa tranche che vede imputati il titolare della azienda Enzo Dondi e la responsabile della sicurezza Elena Parmeggiani, verrà accorpata alla tranche già in corso, di un altro processo sullo stesso fatto e che vede imputati tre tecnici (tra direttori lavori e progettisti dei capannoni crollati) Modesto Cavicchi, Dario Gagliardi e Antonio Proni. Tutti sono accusati, a vario titolo della morte di Gerardo Cesaro, che rimase schiacciato in quell’alba di 4 anni fa nel crollo del capannone della ditta di Dosso dove stavo lavorando durante il turno notturno. Questi due processi sono stati portati avanti dal pm Ciro Albero Savino e sono giunti a due fasi processuali diverse poichè le posizioni di Dondi e Parmeggiani sono rientrate nel processo (per loro era già stata chiesta una prima archiviazione) dopo un supplemento di indagine richiesto dalla parte civile, gli avvocati Gaiani e Resca (studio Anselmo) che avevano ravvisato violazioni di norme di sicurezza all’interno della ditta Tecopress.
Questo di Tecopress sarà un processo importante e difficile perchè per la prima volta - come già spiegato in passato - rappresenta una sorta di precedente giudiziario. Dondi e la Parmeggiani sono chiamati in causa per violazioni delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e per non aver adottato miglioramenti antisismici mettendo in sicurezza i capannoni, poi crollati, nonostante non vi fossero, prima del 2003 (anno in cui il Ferrarese fu indicato come zona sismica) obblighi di legge per adottare questi accorgimenti. L'interpretazione della procura erano «esigibili» interventi per la messa in sicurezza, pur senza obblighi specifici. Per le difese invece le ipotesi d’accusa pur rispettabili, e da dimostrare, sono prive di ogni presupposto giuridico.
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