Via libera alla fusione tra Mirabello e Sant’Agostino
MIRABELLO. Via libera dalla Regione alla fusione in un solo Comune di Mirabello e Sant’Agostino. L’assemblea legislativa regionale ha votato ieri a favore dell’indizione del referendum consultivo,...
MIRABELLO. Via libera dalla Regione alla fusione in un solo Comune di Mirabello e Sant’Agostino. L’assemblea legislativa regionale ha votato ieri a favore dell’indizione del referendum consultivo, che si terrà in autunno. Il provvedimento non riguarda solo la fusione tra Mirabello e Sant’Agostino, ma anche altri 14 Comuni emiliano-romagnoli (Mondaino, Montegridolfo e Saludecio nel riminese; Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice nel bolognese; Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza in provincia di Reggio Emilia; Bettola, Farini e Ferriere, e Ponte dell’Olio e Vigolzone nel piacentino). Alla delibera approvata ieri farà seguito, entro 10 giorni, il decreto del presidente della giunta regionale di indizione della consultazione popolare. Ciascuna proposta referendaria si comporrà di due quesiti: uno relativo all’istituzione del nuovo Comune unico mediante fusione di quelli preesistenti e uno per decidere il nome del nuovo Ente. «Piccolo non è sempre bello e i nostri amministratori locali ne sono stati consapevoli lanciando, più di due anni fa, un progetto di fusione che rappresenta un’opportunità di crescita collettiva in una delle aree produttive più importanti dell’Alto Ferrarese», ha sottolineato nel suo intervento nell’aula dell’assemblea regionale Marcella Zappaterra (Pd), relatrice di maggioranza del progetto di legge, ricordando che la comunità di Mirabello e Sant’Agostino «già coinvolta in un processo di ascolto, si esprimerà anche rispetto all’ipotetica denominazione del nuovo ente fra Reno, Terre del Reno o Reno Antico». Zappaterra ha anche richiamato alcuni aspetti di rilievo: «Con la fusione si ottimizzerebbero energie e risorse realizzando economie di scala e investimenti più efficienti». In caso di fusione, dal primo gennaio 2017, il nuovo comune unico potrebbe beneficiare del contributo regionale di 180 mila euro all’anno, per 15 anni, e di un ulteriore contributo straordinario annuale in conto capitale di 150 mila euro per i primi tre anni oltre a contributi statali per 774.290 euro annui per 10 anni.
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