«Abbiamo rintracciato la mamma di Muhammed»
Ha la voce rotta dal pianto il direttore dell’istituto don Calabria di Ferrara «Tutte le istituzioni ci stanno dando una mano, una situazione difficile»
LIDO SPINA. «Attendiamo l’esito dell’autopsia. Purtroppo Muhammed non ce lo restituirà più nessuno. È stata una fatalità. I ragazzi stanno reagendo e si fanno coraggio tra loro, con il sostegno degli educatori». Si incrina la voce di Giuseppe Sarti, direttore dell’istituto don Calabria Città del Ragazzo di Ferrara, struttura in cui il 17enne gambiano, annegato al Lido di Spina martedì pomeriggio, era ospite insieme ad altri giovanissimi richiedenti asilo. Ancora non è chiaro se la salma di Mohammed, di professione musulmana sarà trasportata a Bologna, dove risiede un cugino, oppure in Gambia, dove vivono la mamma e due fratelli. «Non conosciamo le procedure – spiega Sarti – e per questo ci danno una mano i Comuni di Ferrara e Bologna, promotori del progetto Hub, a cui aveva aderito Mohammed. Nel frattempo ho già contattato la mamma in Gambia, con cui condividiamo un dolore incommensurabile». «È un dolore che lacera il cuore di tutti – commenta l’assessore al Turismo Sergio Provasi - Questo ragazzo era sfuggito alla povertà e ai pericoli di una insidiosa traversata del Mediterraneo ed ha invece trovato la morte in un momento di svago al mare con gli amici. Siamo vicini al dolore di chi gli voleva bene e di chi si è preso cura di lui alla Città del Ragazzo». Accanto ai soccorritori intervenuti nelle ricerche di Mohammed, che è stato visto sparire tra le onde, spicca l’opera meritoria dei bagnini Antonio Guidi del Cus salvataggio (bagno Dolce Vita beach, ex-Jamaica) e dei colleghi Alexander Vehlian (Le Piramidi), Mark Bui (Kursaal) ed Alex Fantinuoli ( bagno Virna), questi ultimi della cooperativa Alto Adriatiko per essersi attivati nelle ricerche nel loro orario di pausa. In spiaggia libera non è obbligatorio il servizio di salvamento in mare, tuttavia i 4 bagnini si sono subito attivati per dare una mano, riprendendo poi regolarmente il loro servizio alle ore 15, orario che combacia con il ritrovamento del corpo di Mohammed. Francesco Corradi, referente responsabile della cooperativa di salvataggio Alto Adriatiko, suggerisce ai bagnanti che si servono della spiaggia libera di «piantare l’ombrellone dove credono, ma di andare a nuotare vicino alle postazioni dei bagnini che ci sono in tutti i bagni». (k.r.)
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