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Zika, primo caso di infezione a Ferrara

Zika, primo caso di infezione a Ferrara

Sessantenne punto dalla zanzara rientra dai Caraibi e viene ricoverato al Sant’Anna. Ora sta bene ed è stato dimesso

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FERRARA. Ha trascorso un mese in ferie nella Repubblica Dominicana, a Santo Domingo, uno dei paradisi caraibici più apprezzati dagli europei. Il rischio di ammalarsi per una puntura di insetto rientrava soltanto tra le eventualità della vacanza, che in alcune zone dell’America centrale e del Sud America potrebbe incrociare le rotte delle zanzare del genere Aedes, diffuse in quella parte del continente e portatrici del virus Zika. Il turista sessantenne rientrato il 30 giugno scorso in provincia, dove risiede, ha iniziato ad avvertire la sensazione che la salute non fosse al meglio qualche giorno dopo il ritorno dalla meta esotica e ieri è giunta la conferma che l’infezione che ne ha poi consigliato il ricovero è stata provocata proprio da una o più punture di insetti appartenenti al genere Aedes.

L’uomo è stato dimesso dal Sant’Anna dopo un ricovero di alcuni giorni nell’Unità operativa complessa di Malattie Infettive universitaria, diretta dal prof. Carlo Contini: sta bene e non presenta più i sintomi della patologia. Il paziente ha iniziato ad accusarli quattro giorni dopo il rientro (febbre, astenia, dolori articolari). A partire dall’ottavo giorno si era presentata anche un’eruzione cutanea localizzata alle gambe e al tronco.

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Quando è stato inviato nell’Unità di Malattie Infettive sono state condotte le prime indagini diagnostiche e i relativi esami di laboratorio; nel frattempo è stato allertato anche il Crrem di Bologna, Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche. I medici lo hanno subito catalogato come un caso sospetto di infezione da puntura di zanzara. Nel sangue del paziente hanno cercato il virus della Chikungunya, della Dengue e di Zika. Alla fine la conferma è arrivata per quest’ultimo e il siero è stato riscontrato positivo agli anticorpi specifici del virus. «Al paziente non è stata somministrata una terapia specifica in quanto non esiste - spiega il prof. Contini - ha sofferto di una sintomatologia lieve nella quale l’evento più appariscente è stata una manifestazione cutanea simile al morbillo (diverso è il caso delle donne in gravidanza in cui, anche se non esistono prove definitive, il contatto con Zika sembra che sia collegato all’insorgenza di microcefalia). Gli antipiretici hanno tenuto sotto controllo la febbre, nel frattempo sono scomparsi sia il rush cutaneo che il prurito». Un nuovo controllo medico sarà eseguito entro un paio di settimane.

A Ferrara si tratta della prima infezione “importata” da virus Zika. Dai dati pubblicati dal Ministero della Salute risulta che sui 37 casi rilevati in Italia nel 2016, 5 sono stati individuati in Emilia Romagna. L’infezione, anche se l’evento è più raro, si può trasmettere anche per via sessuale (l’Italia compare fra i Paesi dove è stata riscontrata questa modalità di trasmissione) per cui viene consigliato l’uso del preservativo. (gi.ca.)

 

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