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Concessioni balneari, proroga bocciata

di Samuele Govoni
Concessioni balneari, proroga bocciata

La Corte Europea dice no alla proposta italiana. L’assessore Corsini: atto urgente del governo per tutelare i Bagni

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LIDO DEGLI ESTENSI. È arrivato ieri il verdetto della Corte di Giustizia Europea relativo alla proroga automatica al 31 dicembre 2020 delle attuali concessioni degli stabilimenti balneari in Italia, ed è stato negativo. Secondo la Corte la legislazione italiana contrasterebbe con i principi di non discriminazione e tutela della concorrenza imposti dalla Bolkestein. La normativa europea, infatti, stabilisce che il rilascio della concessioni “deve essere soggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e di trasparenza”.

L’amaro esito ha gettato sconcerto sugli operatori del settore e sulle associazioni di categoria. Mobilitate anche le regioni e i vertici politici nazionali che invocano un “atto di coraggio” da parte del premier Renzi.

Andrea Corsini, assessore al turismo dell’Emilia Romagna, in una nota ha dichiarato: «Una sentenza che non ci coglie impreparati. Un pronunciamento che era ampiamente preannunciato. Ora occorre accelerare sul percorso intrapreso con il Governo che prevede un atto urgente che salvaguardi le attuali concessioni fino alla fine del 2017 e che rappresenti una norma ponte che ci proietterà nel nuovo regime definito dalla Legge delega sul riordino complessivo della materia».

Inoltre, l’assessore Corsini ha ribadito che «la nuova legge dovrà prevedere, come più volte detto, una adeguato e congruo periodo transitorio, il riconoscimento del valore commerciale delle imprese in grado di tutelare gli investimenti effettuati, la quantificazione dei canoni non basate sui valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare e soprattutto una lunga durata delle concessioni. La Regione – conclude Corsini nella nota - sarà sempre in prima linea nella difesa e nella tutela dei nostri operatori turistici che rappresentano un patrimonio di competenza, innovazione e qualità dell’offerta turistica. Ma soprattutto rappresentano circa 1500 imprese che occupano migliaia di lavoratori».

Le parole dell’assessore regionale mettono un freno alle preoccupazioni dei lavoratori ma la strada, ora più di prima, è tutta in salita. Gianfranco Vitali, presidente di Ascom Comacchio afferma: «Ora è davvero il momento di lavorare fianco a fianco per il bene delle imprese in sinergia tra le istituzioni e le associazioni. Questo stato di profonda incertezza non fa di certo bene al turismo». Intanto è in previsione un incontro a Roma per la prossima settimana con il ministro Costa e le associazioni del settore per fare il punto.

Un tavolo di confronto dal quale dovrebbero scaturire i contenuti di un apposito provvedimento per la salvaguardia delle concessioni balneari in essere, in attesa di un’organica riforma del settore da realizzarsi con una legge delega.

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