«Giusto decoro per il bosco Panfilia»
SANT'AGOSTINO. «Il Bosco della Panfilia è un bene prezioso per il territorio, ma è necessario intervenire per la sua manutenzione e per ridare la giusta dignità ad una patrimonio verde che garantisce...
SANT'AGOSTINO. «Il Bosco della Panfilia è un bene prezioso per il territorio, ma è necessario intervenire per la sua manutenzione e per ridare la giusta dignità ad una patrimonio verde che garantisce biodiversità, ed anche un turismo lento, che costituisce una risorsa imprescindibile per il Ferrarese». È il messaggio che ha voluto lanciare il consigliere regionale della Lega Nord, Marco Pettazzoni, che ha presentato (prima in commissione, poi in Assemblea legislativa) un ordine del giorno, condiviso dalla maggioranza in Regione, nel contesto del Piano forestale votato dall’aula martedì mattina. «Il bosco di Sant’Agostino – ricorda Pettazzoni – è costituito da 81 ettari (di origine alluvionale, legato alle dinamiche del fiume Reno) che devono essere necessariamente preservati». L’ordine del giorno è stato accolto dalla maggioranza, anche perché Pettazzoni ha voluto imprimere al documento la stessa sostanza di altri provvedimenti, riguardanti la partecipazione delle associazioni nella gestione di questa risorsa. «Abbiamo esperienze positive, sul territorio, di partecipazione delle associazioni di pescatori, di guardie ittiche ed ecologiche, nella prevenzione di del degrado e anti bracconaggio. Con questo documento – dice Pettazzoni – intendiamo valorizzare tali sinergie, nei confronti di chi già oggi opera in collaborazione con le polizie locali e provinciale, per la gestione del bosco». Esiste, quindi, un problema di degrado, nonostante gli interventi previsti dal piano Rete Natura 2000 (che attendono lo sblocco della Regione). «Esistono sentieri per i turisti che sono ormai spariti – osserva Pettazzoni – e interventi necessari per tutelare l’habitat di preziose oasi naturalistiche, come appunto il Bosco della Panfilia. Abbiamo apprezzato l’apertura della maggioranza in tal senso, perché credo che un patrimonio boschivo che ha 300 anni sia una risorsa fondamentale, per tutto il territorio, anche per un discorso economico e per l’educazione ambientale delle nuove generazioni».
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