La Nuova Ferrara

Ferrara

le reazioni

Migliaia di lavoratori a rischio «Lo Stato trovi una soluzione»

LIDO DEGLI ESTENSI. L’atteso parere della Corte Europea, sulla proroga automatica al 2020 della attuali concessioni degli stabilimenti balneari in Italia, è stato pubblicato ieri ed è stato un...

2 MINUTI DI LETTURA





LIDO DEGLI ESTENSI. L’atteso parere della Corte Europea, sulla proroga automatica al 2020 della attuali concessioni degli stabilimenti balneari in Italia, è stato pubblicato ieri ed è stato un verdetto negativo che respinge la proroga e getta sconcerto ed incertezza sugli operatori del settore.

Alcuni però dicevano di aspettarsi una decisione simile e quindi, di stare già lavorando anche a un “contro attacco”. «Apprendiamo la notizia della sentenza - dichiara Fabrizio Licordari Presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria - e non ne siamo per nulla sorpresi. Certamente il risultato non è quello che ci aspettavamo perché oggi abbiamo la dimostrazione certificata che esiste una Europa con sfaccettature diverse, che riserva trattamenti differenti ai vari Paesi che la compongono». Giuseppe Carli referente del Sib Confcommercio provinciale esprime un misto di preoccupazione e determinazione: «Ora il Governo centrale deve uscire rapidamente allo scoperto e difendere il lavoro delle nostre imprese. Non si può più giocare a nascondino. Bisogna produrre immediatamente un decreto che vada a sanare la situazione attuale causata da una classe politica che in un decennio non è stata all’altezza di trovare una soluzione. Altrove (ad esempio Francia, Spagna, Portogallo) invece hanno trovato facilmente una soluzione. Qui in Italia è in discussione il futuro di 30mila imprese familiari e centinaia di migliaia di dipendenti stagionali. Chiediamo - conclude - il rispetto assoluto del nostro lavoro, dei nostri dipendenti, dei nostri investimenti e di tutte le autorizzazioni regolarmente concesse». Anche il direttore provinciale di Cna, Diego Benatti, prende posizione e spiega: «Tocca adesso al Governo trovare gli strumenti che consentano alle imprese balneari del nostro Paese di proseguire la propria attività, garantendo gli investimenti realizzati, i livelli di occupazione e il lavoro di una vita». La scelta della Corte – riferita a una decisione del Tar della Lombardia di prorogare al 2020 una concessione nel comprensorio bresciano dei laghi di Garda e di Idro – non ha tenuto conto degli importanti rilievi mossi in giudizio dai legali, incaricati da Cna Balneatori di rappresentare le ragioni delle imprese del turismo balneare italiano, eccependo in particolare la non applicabilità, al caso specifico, della Direttiva servizi dell’Ue, meglio conosciuta come Direttiva Bolkestein». Anche Giovanni Paglia, onorevole di Sinistra Itaiana è intervenuto dicendo: «Riteniamo che uno Stato democratico dovrebbe poter decidere come utilizzare un bene comune importante come le spiagge. Gli attuali concessionari - aggiunge - devono essere messi nelle condizioni di rientrare a spese di chi subentri fino all’ultimo centesimo degli investimenti effettuati e si deve pensare a soluzioni che favoriscano la continuità delle gestioni migliori e più innovative».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google