Strage di specchietti. Visti all’opera tre giovani
Decine di auto danneggiate durante la notte in alcune vie centrali della città. Un testimone: «Erano in bici, ben vestiti e prendevano a calci le macchine»
Il caldo, la noia, magari qualche goccio di alcool di troppo e una notte qualsiasi di metà luglio si trasforma nella notte delle spaccate. Lo "spettacolo" ieri mattina ha lasciato senza fiato e costernati in molti. Decine e decine di specchietti in frantumi, ai danni delle auto parcheggiate in alcune strade della zona est dell'entromura cittadino. Un'amara sorpresa, oltre che comprensibilmente un'arrabbiatura non da poco, soprattutto per quelle persone hanno ritrovato la propria macchina colpita dai vandali. Una bravata, di questo pare trattarsi con tutta evidenza, che ha lasciato il segno nelle vie Savonarola, Cisterna del Follo, Scandiana, Madama e Ugo Bassi. «Abbiamo visto eccome - spiega una barista del pub all'angolo tra le vie Savonarola e Terranuova -, già ieri sera. Le auto colpite erano davvero tantissime, per fortuna avevo parcheggiato più lontano e la mia è stata risparmiata».
La caccia ai responsabili è aperta: secondo un residente in via Madama, testimone oculare dell'azione avvenuta poco dopo la mezzanotte di mercoledì, i protagonisti sarebbero tre giovani, ben vestiti e presumibilmente di nazionalità italiana, che mentre erano in sella alle loro biciclette si divertivano a prendere a calci gli specchietti laterali delle auto, rompendone i vetri oppure divellendoli del tutto. Un'infilata che in pratica non ha risparmiato nessuna delle vetture in sosta lungo un percorso di alcune centinaia di metri, perseguita con insistenza e pervicacemente come fosse un gioco, senza alcuna ragione plausibile e senza distinguere tra marca e modelli di automobili. «Davvero una cosa insensata, dovrebbero far pagare tutto a chi in realtà è stato», sostiene una donna che abita in via Savonarola e che per la verità l'altra notte non si è accorta di nulla. Per risalire agli autori del gesto si conta di poter utilizzare le immagini delle videocamere installate in zona, come quelle presenti agli ingressi di Palazzo Schifanoia in via Scandiana.
Fabio Terminali
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