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Interrogatori e perizie Le difese si preparano

Lenzi e Forin già sentiti e “secretati”: si attendono tutte le carte della Procura Il ruolo chiave dell’esperto della Cattolica. Chiusura entro i primi di settembre

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È cominciata la partita a scacchi tra difensori e la Procura. La prossima settimana inizieranno gli interrogatori di garanzia, “offerti” agli indagati, come ha detto il procuratore Bruno Cherchi, «per dar loro la possibilità di spiegare le loro posizioni», ma molti giochi sembrano fatti. I due indagati che occupavano le poltrone più importanti della banca, cioè l’ex presidente Sergio Lenzi e l’ex direttore generale Daniele Forin, in realtà sono già stati sentiti «e gli interrogatori sono stati secretati - ha reso noto il legale di entrambi, il milanese Pierfrancesco Carmine Fasano - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere? Non posso dire nulla». In realtà l’ipotesi più realistica è che molti indagati non intendano scoprire le carte prima di avere tutte quelle della Procura sul tavolo. In particolare, un ruolo chiave in questa vicenda la ricopre la consulenza fornita alla Procura da Giuliano Iannotta, giovane professore della Cattolica, che motiva con valutazioni tecniche le accuse di aver «alterato la percezione dei potenziali investitori circa il rischio dell’emittente e la congruità del prezzo di sottoscrizione». Negli avvisi di garanzia sono contenuti stralci delle conclusioni, come pure della relazione del liquidatore Antonio Blandini, ma l’intero documento sarà disponibile solo al momento delle richieste di rinvio a giudizio. Quello aspettano le difese, alcune di esse quantomeno, per predisporre contro-perizie di un esperto di parte. Appaiono insidiose, non solo dal punto di vista processuale, in particolare le accuse di aver sottratto informazioni ai risparmiatori coinvolti nell’aumento di capitale, e di aver fissato un prezzo per azione, i famosi 21 euro, più alto di quello che i dati di bilancio già in possesso della banca al momento dell’emissione del prospetto informativo, potesse suggerire. Dati, peraltro, che erano in possesso anche di Bankitalia, se non di Consob.

Meno legata a questa dinamiche sembra la posizione di Michele Masini, il revisore di Deloitte, che era già stato interrogato dal pm Nicola Proto e sperava di aver chiarito la propria posizione, ma sarà risentito da uno dei due attuali titolari dell’inchiesta, Barbara Cavallo. Tutto andrà chiuso ai primi di settembre. (s.c.)

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