«La nostra bimba travolta nella fuga»
Una coppia ferrarese con la figlia di sette mesi era in vacanza a Nizza: siamo stati fortunati e ci siamo salvati
«Non ho avuto tempo di capire cosa fosse successo e non ricordo di essere caduto. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho notato dei lividi sul mio corpo ma non so, è stata questione di attimi e in quei secondi terribili ho pensato subito a mia figlia travolta dalla folla impaurita che scappava da quel camion impazzito che si è gettato sulla gente».
Michael Minghini, ferrarese di 42 anni vive a Cocomaro di Focomorto e l’altra notte si trovava a Nizza con Oana Huian, la compagna, e la piccola Sophia; la figlia di appena sette mesi. «È stato tremendo - dice l’uomo - Avevamo cenato in un ristorante a poche decine di metri dal lungomare promenade des anglais, ricolma di francesi e turisti che stavano ammirando lo spettacolo pirotecnico. Noi non eravamo lì perché, siccome c’era un po’ di vento, non volevamo far prendere freddo alla bambina e quindi stavamo ritornando verso il nostro appartamento». Pausa. Michael si ferma per un istante, come se rivedesse quei momenti davanti ai suoi occhi. Lui e la famiglia ieri si trovavano ancora a Nizza, forse rientreranno oggi o domani perché, come spiegava, la città in queste ore è blindata. Raggiunto da noi telefonicamente ci ha raccontato quegli attimi.
«Ci trovavamo in una via stretta, tipo il passaggio sotto l’arco di Corso Porta Reno a Ferrara e all’improvviso, abbiamo sentito dei rumori, degli spari e poi abbiamo visto ottanta, cento persone correre verso di noi. Non abbiamo avuto tempo di capire cosa stesse succedendo, siamo stati travolti, tutti. Io, la mia compagna e la bambina. Su di lei poi sono cadute altre due o tre persone. Ho temuto fosse morta e invece, per fortuna, il passeggino l’ha protetta, le ha fatto da guscio e si è salvata. Appena abbiamo potuto, appena siamo riusciti a rialzarci e respirare siamo scappati in casa. Per terra c’era di tutto: scarpe, borse, vestiti, tavolini rovesciati». In quel momento, Michael non sapeva ancora cosa fosse successo, di cosa si trattasse. «L’orda di gente era stata preceduta da dei colpi che non erano petardi e fuochi d’artificio: erano spari. Ma non immaginavo un attentato». Una volta al sicuro i genitori hanno controllato la piccola Sophia che, almeno a prima vista, pareva non avere riportato gravi conseguenze, «solo qualche escoriazione e un grande spavento». Poi aggiunge: «Ho chiamato un amico perché volevamo portare comunque la bambina all’ospedale per un controllo ma lui mi ha detto che era meglio rimanere in casa. Siamo scesi un attimo ma per strada c’era il caos, poi ci hanno detto che si era trattato di un attentato. Siamo tornati immediatamente in appartamento e non ci siamo più mossi. La mia compagna è rimasta sotto shock per diverse ore».
La famiglia ferrarese che era a Nizza per una settimana di vacanza, sarebbe dovuta rientrare ieri a Cocomaro di Focomorto. «Abbiamo liberato l’appartamento che avevamo affittato e siamo andati a casa da alcuni amici che si sono offerti di ospitarci. La loro abitazione dista poco più di un chilometro dalla promenade des anglais e tutta la zona è chiusa e piena di forze dell’ordine. Fa impressione e noi - conclude - siamo stati fortunati. Davvero». Ieri mattina Michael aveva affidato a Facebook, la sua testimonianza, per tranquillizzare parenti e amici, ferraresi e non, e fare sapere a tutti che lui la compagna e la figlia di sette mesi stavano bene: “Ieri sera ero con Oana e nostra figlia a pochi metri dal luogo dell’attentato. Vogliamo tranquillizzare tutti sul nostro stato di salute - si legge sul suo profilo - Siamo stati fortunati, vivi per miracolo, sfuggiti all’orda di persone che ha travolto tutti e tutto, nostra figlia compresa che si è salvata miracolosamente. Impossibile descrivere lo stato d’animo. Il pensiero più profondo va a quelle persone che a pochi passi da noi sono rimaste ferite ed ai familiari di quelle che hanno perso la vita. Ed ai bambini, ai tanti bambini».
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