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Più telecamere e stretta sullo spaccio

Più telecamere e stretta sullo spaccio

Il Comune installerà una decina di dispositivi per il controllo. Azione contro i livelli superiori del mercato della droga

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Sono in arrivo altre telecamere per presidiare i punti caldi della città sul fronte della sicurezza. La novità è uscita ieri mattina dalla riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica convocato in prefettura. Un summit particolare, quello di ieri, perché in via straordinaria vi ha partecipato anche il procuratore capo Bruno Cherchi.

La sua presenza all’interno dell’organismo che periodicamente fotografa la situazione della sicurezza in città già di per sè rappresenta un ulteriore segnale di attenzione rispetto alla sequenza di furti, scippi, atti di violenza e risse, in parte collegati alla diffusione dello spaccio degli stupefacenti e allo scontro in atto fra bande e gruppi di stranieri per il controllo delle piazze dove si smercia la droga.

L’incontro è servito a fare il punto sui risultati delle attività investigative in corso, condotte da polizia, carabinieri e guardia di finanza (i cui rappresentanti erano presenti ieri alla riunione) in collaborazione con la polizia municipale: dai blitz interforze alla verifica dei contratti di affitto, alla perlustrazione del territorio con i cani antidroga agli arresti di spacciatori al dettaglio, ai presìdi allestiti in piazze e luoghi dove si avverte in modo più forte la pressione della criminalità, anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini. All’incontro hanno partecipato anche il sindaco di Ferrara, Tiziano Taglini, e l’assessore comunale alla sicurezza Aldo Modonesi. Entrambi hanno confermato che il Comune attiverà l’installazione di altre telecamere. In tutto dovrebbero essere 6 dispositivi di videosorveglianza fissi più altri 4 mobili, in grado di essere dislocati di volta in volta dove risultano più utili (il potenziamento della videosorveglianza era già contemplato dal piano comunale per la sicurezza urbana). Non saranno collocati solo in zona Gad ma anche in altri punti critici della città. La supervisione sarà affidata alle forze dell’ordine.

L’idea è di potenziare il controllo del territorio, che non risulta semplicissimo a causa dell’estensione dell’area battuta dagli autori dei reati, che si allarga ad altri quartieri, come quello di via Baluardi fino a via Bologna, dove è presente anche la prostituzione. L’invito esteso alla procura ha permesso di analizzare più a fondo anche gli aspetti legati alla dinamica dei gruppi criminali. Nel corso del vertice è stata focalizzata l’esigenza di aumentare la pressione sullo spaccio, in particolare sui livelli superiori a quello al dettaglio per interrompere i canali di rifornimento che alimentano tossicodipendenza e mercato illegale. «Continueremo ad eseguire le attività avviate nei mesi scorsi, i cittadini sappiano - ha commentato il prefetto Michele Tortora - che questi interventi proseguiranno anche in futuro».

«L’evoluzione della situazione, soprattutto nella zona Gad, richiede un ulteriore salto di qualità nella lotta contro l’illegalità - ha aggiunto il sindaco - Ci stiamo muovendo assieme alla procura in questa prospettiva».

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