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Serravalle, ecco il progetto contro gli allagamenti

Serravalle, ecco il progetto contro gli allagamenti

È stato presentato al Cea dai tecnici alla presenza del sindaco Zaghini Serviranno oltre 500mila euro, molte incertezze legate alle condizioni meteo

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SERRAVALLE. Giovedì sera nella sala riunioni del Cea (Centro Educazione Ambientale) di Serravalle, è stato illustrato il progetto per il riequilibrio idrico di Serravalle. Questi interventi (complessivamente saranno spesi 526.000 euro) sono considerati fondamentali dal Comune di Berra per evitare allagamenti nel centro del paese. Il progetto, presentato dal presidente del Cadf, Silvio Stricchi e dai tecnici Giovanni Martelli e Paolo Scarpa, è stato anticipato dagli interventi del sindaco Eric Zaghini e dell'assessore ai lavori pubblici Filippo Barbieri, che ne hanno tracciato le linee, spiegato la genesi e sottolineato che non ci «sarà mai la sicurezza assoluta di risolvere il problema, viste le condizioni molto cambiate del meteo, ma che questo intervento sarà sicuramente un grande passo in avanti». Si prevede la sistemazione dello Scolo Palazzone (circa 180 metri lineari, con interventi anche per scoli di acque nere collegati), dal tratto a monte del tombinamento ex Apel fino alla Botte Fantina e la sistemazione del tombinamanto ex Apel di via Mongini. In definitiva, ha spiegato Stricchi, per lo scarico delle acque meteoriche si puntava a portate orarie che ora, nel caso di nubifragi e bombe d'acqua possono verificarsi in dieci minuti. Ci si deve quindi limitare alle proiezioni statistiche, e progettare opere di maggiore portata. Il vecchio collettore aveva un tubo da 1.000 millimetri, con una portata di un metro cubo al secondo. Il nuovo condotto, più pesante, sarà una struttura da un metro e mezzo per due, con una portata al secondo più che doppia. Per la costituzione del terreno (c'è una zona di torba a bassa profondità) sarà necessario piantare dei pali in cemento armato per arrivare fino allo strato sabbioso, a otto metri di profondità, e mantenere stabile il condotto. Naturalmente, per tutte le problematiche derivate dal terreno ci sono stati aumenti di costi e prolungamenti in fase progettuale, oltre che accurati esami per le vibrazioni (piantando i pali se ne creano molte).

Per garantire lo scarico anche in fase di insediamento (quando il collettore non sarà in uso) si provvederà con una pompa, prestata dalla Bonifica, che garantirà una portata di scarico pari a quella ora esistente. Per il progetto sono state invitate oltre 20 aziende a manifestare interesse, e undici hanno partecipato al bando. In questi giorni si aprono le buste, per ottenere le autorizzazioni, però, si slitterà probabilmente fino a settembre e il programma prevede 150 giorni di lavoro per la conclusione, a primavera.

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