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«Dal 2014 prezzi crollati del 40%. Impariamo dalla Francia»

«Anni di colpevole disinteresse per le produzioni estensive agricole italiane ed in particolare per quelle cerealicole, fanno sentire il morso di una crisi che coinvolge più del 30% della produzione...

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«Anni di colpevole disinteresse per le produzioni estensive agricole italiane ed in particolare per quelle cerealicole, fanno sentire il morso di una crisi che coinvolge più del 30% della produzione agricola italiana». Lo ha sottolineato la giunta di Confagricoltura, esaminando la situazione del mercato cerealicolo, che vede un ulteriore calo delle quotazioni al termine della raccolta. In appena due anni il prezzo è crollato di oltre il 40%, con quotazioni attuali scese addirittura sotto le 200 euro/ton. Quotazioni decisamente superiori si hanno invece in Francia (circa 250 euro) e Canada (circa 277 euro a giugno).

Penalizzano poi i “saldi di stagione”. «Appena terminati i raccolti - ha rilevato Confagricoltura - ci sono importanti strutture di stoccaggio che stanno svendendo il prodotto nazionale a qualsiasi prezzo pur di ottenere immediati realizzi economici necessari alla propria sopravvivenza, ovviamente non facendo l'interesse degli agricoltori conferenti». Per fronteggiare la drammatica emergenza, Confgricoltura avanza una serie di proposte: innanzitutto un efficiente e innovativo meccanismo telematico diverso di rilevazione dei prezzi, che dovrà effettuare aggiornamenti quotidiani e non più settimanali, sul modello francese, tenendo presente l'alta volatilità attuale dei prezzi. I suoi indici dovranno scaturire dall'analisi dei contratti realmente stipulati ed eseguiti, che rappresentino una tendenza di riferimento per orientare i listini futuri.

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