«Basta linee di serie A e B» I ferrovieri vanno in Regione
Le vittime del disastro ferroviario di Andria sono in cima ai pensieri anche dei ferrovieri ferraresi, che si preparano all’incontro urgente di domani con la Regione sul tema della sicurezza. In...
Le vittime del disastro ferroviario di Andria sono in cima ai pensieri anche dei ferrovieri ferraresi, che si preparano all’incontro urgente di domani con la Regione sul tema della sicurezza. In Emilia Romagna la situazione delle tratte a binario unico è diversa dalla Puglia, in quanto Bologna-Portomaggiore, Suzzara-Ferrara e Ferrara-Codigoro, tra le altre, dispongono del sistema di sicurezza Scmt, con “boe” fissa a terra che emettono un segnale recepito dal sistema di bordo dei treni. «Se tutto funzionasse come dovrebbe - spiega Luca Roverati, segretario Filt-Cgil - quindi investimenti e vigilanza sugli stessi, si potrebbe arrivare ad avere un’infrastruttura ed una circolazione ferroviaria molto più sicure, anche se scongiurare del tutto l’errore umano non è possibile. Infatti - prosegue il sindacalista-ferroviere - in caso di “perturbazione della circolazione”, altro termine ricorrente in questi giorni, per esempio quando qualcuno ruba i cavi di rame o in caso di guasto ad un passaggio a livello o ai circuiti elettrici, quando possibile si ferma la circolazione avvalendosi di autoservizi sostitutivi, ma quando non è possibile ci si affida all’uomo, quindi al telefono, al blocco telefonico». Si tratta del sistema che non ha evitato la tragedia pugliese.
All’attenzione dei ferroviari c’è poi la divisione tra gli enti di vigilanza sulla sicurezza ferroviaria, cioè l’Ansf per quanto riguarda Rete ferroviaria italiana, e Ustif per la Fer. È iniziata una discussione per far entrare Fer nella giurisdizione Ansf, che si avvale di norme più rigide, ma «non devono più esistere linee di serie A e di serie B», conclude Roverati.
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