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Fibromialgia, creato un gruppo di esperti

Fibromialgia, creato un gruppo di esperti

È stato istituito dalla Regione per individuare quanto è diffusa e i criteri diagnostici

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La fibromialgia, o sindrome fibromialgica (SFM), è una malattia diagnosticata con una certa frequenza, eppure difficile da riconoscere a causa dell’assenza di specifici esami in grado di certificarne i sintomi e il dolore, cronico e diffuso, che la caratterizza. Proprio per questo viene spesso definita “malattia invisibile”. Ora, anche a seguito del nazionale nato per fare chiarezza sulla gestione di questa patologia che può creare serie invalidità, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la prima determina a livello nazionale con la quale la Regione Emilia-Romagna ha deciso di costituire un Gruppo tecnico di lavoro, composto da 15 esperti (componenti dell’associazione pazienti e delle tre aree vaste regionali), dedicato alla fibromialgia. Alla risoluzione si è arrivati dopo il recepimento da parte dell’assessorato regionale delle pressanti richieste non solo dell’Associazione pazienti ma anche di diversi gruppi di malati che sollecitano il riconoscimento della sindrome fibromialgica sia per la presa in carico sia per l’invalidità che ne deriva. «La valenza di questa iniziativa è duplice – ha dichiarato Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche della Salute – Da un lato il suo valore consiste nel coinvolgimento delle associazioni dei pazienti che consentirà un attento lavoro di rilevamento del bisogno e della programmazione necessaria, dall’altro è di tipo scientifico, considerato il rapporto che abbiamo con il Ministero della Salute per l’individuazione dei criteri diagnostici della fibromialgia». «La fibromialgia appartiene ai cosiddetti reumatismi extra-articolari generalizzati – spiega Marcello Govoni, direttore dell’Unità di Reumatologia del Sant’Anna di Ferrara – e non esistono dati epidemiologici definitivi (si stima una prevalenza del 2-4%) ma sappiamo che è piuttosto diffusa e di frequente osservazione nei nostri ambulatori specialistici». «Nessun’altra Regione ha finora impostato un lavoro di questa portata - commenta il consigliere Pd Paolo Calvano - ciò consentirà all’Emilia-Romagna di riproporre gli elementi per individuare i criteri diagnostici della malattia anche al Ministero della Salute”.

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