La Fiera diventa per cinque mesi un cantiere
Lavori estivi di adeguamento post-sisma da 4 milioni di euro, si conta di salvare gli eventi
Nemmeno il fallito golpe che sta facendo tremare l’economia europea per le possibili conseguenze sull’interscambio con la Turchia, crea problemi a Ferrara Fiere. Le manager dell’esposizione Remtech sono infatti tornate da Ankara ancora scosse ma con in borsa il contratto firmato da autorità e imprenditori turchi del settore, in vista della decima edizione del salone della bonifica in programma a settembre. «Il nostro programma d’internazionalizzazione prosegue» può dichiarare, dopo averle accolte a Bologna, il presidente e amministratore delegato, Filippo Parisini, che pure ha di fronte a se un anno delicato. Dal punto di vista gestionale dovrà infatti cambiare colore ai conti della controllata di Bologna Fiere, che nel 2015 si sono chiusi (manca solo l’ufficialità) con un rosso di 40mila euro, e nel contempo gestire al meglio la lunga chiusura dei padiglioni a causa di un cantiere post-sisma. «Sì, ormai sappiamo che arriverà uno stanziamento importante dalla Regione, tra i 4 e i 6 milioni di euro, per la messa in sicurezza impiantistica del padiglione fieristico - conferma lo stesso Parisini - La chiusura sarà lunga, si può ipotizzare dal 2 aprile al 10 settembre 2017, ma se tutto si mette in fila nella maniera giusta, contiamo di non perdere nemmeno un giorno di esposizioni, visto che l’estate è la stagione no indoor, e di riaprire in tempo appunto per Remtech».
Sul bilancio il presidente riferirà probabilmente alla commissione controllo del Consiglio comunale, alla quale si è rivolta Ilaria Morghen (M5s) per avere lumi sui numeri e sulle prospettive di Ferrara Fiere, considerato che Bologna ha approvato un bilancio in perdita di 8,9 milioni di euro e avviato una procedura di licenziamento per 123 lavoratori. «Le difficoltà della nostra controllante? Domani (oggi, ndr) incontrerò i vertici di Bologna Fiere, ma posso già anticipare che non ci saranno grandi ripercussioni. Abbiamo già previsto nelle linee strategiche una riduzione delle spese fisse, l’aumento dei ricavi lordi e lo sviluppo di nuovi eventi per superfici inferiori a 5mila metri quadrati, cioè medio-piccoli. È questo il nostro target». Il primo segnale sul fronte dei costi è comunque già arrivato: non sarà infatti sostituito l’addetto a tempo indeterminato che è appena andato in pensione, lasciando così l’organico a quota 5 tempi indeterminati, dei quali 2 part-time.
Per il futuro non sono previsti ulteriori traslochi di eventi ferraresi a Bologna, mentre a ottobre debutterà il salone delle arti marziali e per il 2018 è in previsione un evento di enorme impatto, ancora non svelato. «Dobbiamo continuare a lavorare su nuovi eventi di caratterizzazione “padana”, come il salone della pera» conclude Parisini.
L’interrogazione di Morghen ricorda che Ferrara Fiere è società partecipata dal Comune, attraverso la Holding Ferrara Servizi, e chiede di fare chiarezza sulle prospettive relative ai conti e al personale.
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