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Pokémon Go mania, ecco i nuovi mostri che popolano l’antica Ferrara

Pokémon Go mania, ecco i nuovi mostri che popolano l’antica Ferrara

Il  videogioco della Nintendo ha già dei fans anche in città. Giovani e bambini in giro con gli smartphone a caccia di "palestre" e mostriciattoli. Create le prime pagine Facebook con le mappe dei luoghi

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FERRARA. Lo sguardo rapito dallo schermo dello smartphone nel parcheggio del supermercato, sul balcone di casa o vicino al monumento storico cittadino e il passo che avanza spedito alla ricerca dei....Pokémon. Cacciatori di animazioni che hanno popolato per un ventennio lo spazio ludico dei bambini, oggi fans del videogioco Pokémon Go che ha già conquistato milioni di appassionati sovrapponendo in un’unica immagine real-digitale paesaggio (vero) e animazioni (virtuali), si sono subito organizzati anche a Ferrara e hanno aperto da 7-8 giorni le prime pagine su Facebook dedicate alla novità.

Qualcuno sta coinvolgendo gli “amici” del social e i frequentatori delle chat destinate ai cultori nel progetto di stilare la mappa cittadina e provinciale dei Pokémon avvistati e dei luoghi dove possono essere catturati e combattuti. Ma è una piantina che già fin d’ora si annuncia parziale e incompleta. Francesco, ad esempio, su “Pokémon Go Ferrara” ha postato alcuni “indirizzi” dove sono comparsi Pokémon rari: Slowpoke (rotonda Ipercoop le Mura), Pikachu, Dratini, Mankey, Tangela, Magmar, Electivire, Ghastly (zona Ipercoop le Mura), Growlithe (a Cona), Squirtle, Nidoran, Drowzee, Krabby (Baura e dintorni).

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Molte altre creature più diffuse (anche queste citate una per una) sono state «trovate un po’ dappertutto». Un ragazzino ieri ne segnalava almeno cinque in un punto di via Modena (incrocio via Eridano), mentre in centro storico, nelle palestre virtuali dove si ingaggia la battaglia, sarebbero già decine, forse centinaia i mostri che aspettano l’eroe di turno. Sarà sempre più facile, quindi, notare nei prossimi giorni o mesi passanti che camminano col capo chino sul cellulare per rintracciare questi personaggi virtuali che stanno trasformando la città, ma anche la propria casa, la frazione di residenza o la località dove si trascorrono le vacanze nello sfondo “vivo” di un giochino elettronico.

L’ultimo nato della Nintendo nel giro di pochi giorni, da quando è stato lanciato sul mercato, ha suscitato entusiasmo tra milioni di ragazzini e giovani adulti ma anche polemiche per i possibili “effetti collaterali”. In giro per il mondo, per fare un esempio riportato dalle cronache più recenti, sono comparsi con una velocità impressionante i cartelli sbarrati con la scritta “No Pokemon” che dovrebbero tenere lontani i cacciatori di mostriciattoli da tasca. Personaggi “avvistati” anche negli ex campi di concentramento nazisti, luoghi nei quali viene espressamente richiesto il rispetto per le vittime e per la memoria dell’Olocausto. Senza dimenticare le prese di posizione critiche di psicologi e specialisti di servizi per l’infanzia preoccupati per le opportunità che il videogioco offre ai malintenzionati di raggiungere i loro scopi (furti, adescamento).

Su uno dei gruppi Facebook di Pokémon Go Ferrara sono comparse anche le prime lamentele. C’è chi segnala il blocco del videogioco, non si sa se per imperizia o per reali problemi di software. E chi rassicura: «Stanno mettendo a posto i server, tranquilli». Non manca neppure chi lamenta l’assenza dei Pokémon nel luogo in cui sta trascorrendo il week end: «Al Lido di Spina dai baretti non ci sono». Chi sta costituendo le squadre (team blu, team rosso) e chi manifesta tutta il suo stupore di fronte ad un evento avverso che assomiglia a un dispetto: «Ragazzi vi chiedo, qualcuno sa perchè il mio uovo invece di schiudersi è magicamente sparito? Come se niente fosse!». (gi.ca.)

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