La Nuova Ferrara

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la gara per le quattro new bank

Fitd in lizza? Gli ostacoli sono alti

Non ha presentato offerte e l’Ue vigila. Ma la scadenza è imminente

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Il Fondo interbancario per ora pensa agli impegni pressanti sul fronte dei rimborsi agli azzerati, e non dice una parola sulla clamorosa ipotesi di una sua offerta per l’acquisto di Nuova Carife e delle altre tre banche. Ieri l’indiscrezione pubblicata dal Sole 24 Ore di domenica era ovviamente sulla bocca di tutto il mondo che ruota attorno alla banca, anche se di commenti ufficiali non ce ne sono. Quanto si può affermare con certezza è che Nuova Carife fa parte delle banche aderenti al Fondo di volontariato del Fitd, quindi è nel novero degli istituti (come del resto le altre tre new bank) per i quali è possibile da statuto un intervento dello stesso Fitd, «a favore di banche, ad esso aderenti, in amministrazione straordinaria o in condizioni di dissesto o rischio di dissesto - si legge nel regolamento - al ricorrere delle specifiche condizioni previste dalla normativa, nonché interventi in trasferimenti di attività e passività attuati nell’ambito della liquidazione coatta amministrativa». Non essendo Nuova Carife nelle condizioni della vecchia, cioè in liquidazione, dovrebbe come minimo valere il riconoscimento del «rischio di dissesto», che mai è stato ipotizzato fino ad oggi.

Al di là del fatto che il Fondo di volontariato dovrebbe ricapitalizzarsi per intervenire, ci sono almeno un altro paio di questioni da affrontare. La presentazione di un’offerta vincolante nella gara gestita da Societe Generale è riservata, così si è detto fino ad oggi, ai soggetti che avevano partecipato alla fase precedente, cioè le offerte non vincolanti, e non risulta che il Fitd sia tra questi. Si potrebbe aggirare questo ostacolo, in ipotesi, dichiarando non soddisfacenti le offerte presentate dai fondi in lizza, e ripiegando su di una sorta di “parcheggio” delle quattro banche ad un soggetto di fatto riconducibile alla stessa autorità che conduce l’operazione di vendita. In questo caso, però, bisognerebbe trovare una risposta pronta alle prevedibili obiezioni dell’Ue, che pretende una vendita “vera” delle banche entro settembre.

La curiosità dovrebbe comunque durare poco, perché la scadenza della presentazione delle domande è fissata per domani sera, e giovedì diventa quindi la giornata cruciale per capire chi resta in lizza per Nuova Carife e le altre tre banche. In questa vicenda, di sicuro, le sorprese anche dell’ultimo minuto non sono mai mancate. (s.c.)

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