Tragedia al poligono, indagini verso la chiusura
Vigili del fuoco e periti hanno passato al setaccio l’intera area andata a fuoco Il 10 gennaio il terribile rogo del capannone (un ex macello) uccise tre persone
PORTOMAGGIORE. Sono ormai giunti alla fase finale i tanto attesi rilievi che da mesi stanno svolgendo vigili del fuoco e periti dentro quanto resta del poligono andato a fuoco il 10 gennaio scorso, rogo che causò la morte di 3 persone. Lo ha confermato ieri, raggiunto al telefono, l’avvocato Cataldo Mascoli che difende le famiglie delle vittime. Tra gli interventi più importanti in queste ultime ore, gli addetti hanno provveduto a mettere al setaccio tutto quanto è stato possibile setacciare; ogni frammento potrebbe difatti rappresentare un elemento capace di fare chiarezza in questa terribile vicenda. «Siamo ormai alla fase finale - ha detto lo stesso avvocato Mascoli - , poi la parola spetterà al pm e alla parte più strettamente giudiziaria della vicenda». «Una ferita sempre aperta con un dolore insopportabile», queste sono state, circa un mese fa, le parole dei titolari dell’Asd Poligono. Non è sicuramente facile raccontare il dolore e lo è ancora meno se si tratta di quello degli altri. Durante le operazioni sono stati i tecnici assieme agli esperti a valutare anche un altro aspetto di questa vicenda, cioè se la casa adiacente alla struttura, dichiarata inagibile fin da subito, potrà restare in piedi o dovrà essere demolita e ricostruita. L'ordine di demolizione era arrivato ormai un mese fa direttamente dal pubblico ministero e su sollecitazione delle diverse forze dell'ordine che hanno manifestato la necessità di bonificare l'area. Il Poligono infatti era ospitato in un capannone (un ex macello) che sorge in pieno centro a Portomaggiore e dopo la tragedia (appunto quella del 10 gennaio) sono stati diversi i residenti che hanno chiesto interventi di messa in sicurezza immediata, soprattutto alla luce di una rovente stagione estiva con il grande caldo che potrebbe causare altri disagi. I titolari, da parte loro, hanno sempre espresso grande vicinanza nei confronti delle vittime e dei loro familiari e hanno avuto parole piene di commozione: «Speriamo - hanno detto anche di recente padre e figlio titolari - che tutto finisca in fretta. Il dolore di quelle famiglie, delle famiglie e dei parenti delle vittime è sempre stato e sarà sempre anche il nostro. Una ferita che mai si potrà rimarginare».
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