«Vanno fuori strada e finiscono in giardino»
Ariano, l’incubo di una famiglia in via Randola: non ne possiamo più «Il Comune non interviene, prima o poi qualcuno si farà male sul serio»
ARIANO. Si può rischiare la vita ogni volta che ci si trova nel proprio giardino? Pare proprio di sì. È surreale la vicenda di Rosario Bolognesi, della moglie e del figlio che vivono in via Randola 16 ad Ariano Ferrarese, dopo una curva che fa paura solo a vederla. Nelle scorse settimane un’auto è volata nel giardino di Bolognesi in seguito ad un incidente appena pochi minuti dopo che lui vi aveva lavorato ed era rientrato in casa, dopo aver divelto un guard-rail che non è ancora stato ripristinato. Kafkiana la vicenda di quest’uomo, ormai esasperato, che vive in questa casa da trent’anni e che rischia la vita ogni volta che è nel proprio giardino. «È la terza auto che entra nel mio giardino - spiega Rosario - da quando vivo qui. Agli inizi del 2000 una madre coi suoi due bambini, dopo un testacoda su questa curva pericolosissima, è finita nella mia proprietà piegando il guard-rail ed abbattendo la mia recinzione. Una decina di anni fa invece è uscito di strada con la propria auto un ragazzo che ha piegato il guard-rail, ripristinato a mie spese, e mi ha danneggiato il muretto ed anche stavolta, fortunatamente, nessuna grave conseguenza». Ed arriviamo all’ultimo incidente, «era passato da poco mezzogiorno - spiega Bolognesi - ed ero rientrato in casa dopo aver lavorato in giardino quando ho sentito un rumore che sembrava la deflagrazione di una bomba: una signora era finita nel mio giardino dopo un incidente con un doppio cappottamento della sua auto, l’abbiamo soccorsa io ed un mio vicino ed era sanguinante dalla testa. L’auto era alimentata anche a metano e fumava, per questo abbiamo chiamato i vigili del fuoco e l'ambulanza. La donna era solo ferita ma anche in questa circostanza è stata sfiorata la tragedia. L’auto ha abbattutto il guard-rail, il muretto con la rete di recinzione ed un mio albero, che adesso ho ripiantato». E la vicenda diventa paradossale. «Ho avuto l’auto in giardino per due giorni e la gente si fermava a guardarla o a fotografarla intralciando il traffico in un punto di considerevole pericolosità». «Nei primi giorni di luglio ritorno all'Ufficio Tecnico e mi dicono che devono aspettare il preventivo della ditta che monterà la protezione e valutarlo. Intanto il guard-rail divelto lo ho rimosso io a mio spese ed ho ripristinato i piantoni dopo che avevo pagato io il riposizionamento di due tratti di protezione in seguito allo spostamento del mio cancello alcuni anni fa». Parlando con Bolognesi e coi suoi vicini si scopre inoltre che almeno una persona all'anno esce fuori strada anche nella curva precedente, Bolognesi ne ricorda almeno due da quando vive in questo autodromo, per non parlare dei molti che, specie di notte, arrivano come "caccia", a detta dei residenti, cozzano contro le protezioni e ripartono e che la banchina stradale parzialmente ceduta e l'erba alta aumentano il già notevole rischio di incidenti. Praticamente una roulette russa. Non ne può più quest'uomo che si definisce “un invisibile” agli occhi dell'amministrazione comunale: «La mia casa è protetta solo da un nastro retto da alcuni ferri»
Lorenzo Gatti
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