Ferrara-Cina e la Belle Epoque, la grande mostra di Boldini a Pechino
Inaugurata a Pechino da Franceschini e Tagliani, alla presenza della direttrice Maria Luisa Pacelli: sono 37 i quadri “esportati” del pittore ferrarese
FERRARA. Davanti a uno stuolo di fotografi e telecamere alle 16 di ieri (mezzogiorni in Italia) è stata inaugurata a Pechino la mostra dedicata al pittore Giovanni Boldini (Ferrara 1842-Parigi 1931), alla presenza del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, del sindaco Tiziano Tagliani e di Maria Luisa Pacelli, dirigente del servizio Gallerie d'arte moderna e contemporanea del Comune di Ferrara fino al 9 ottobre al China world art museum, prestigiosa sede museale impegnata da anni nella promozione dell'arte straniera e nazionale.
Il fulcro dell'esposizione, curata da Barbara Guidi con la collaborazione di Maria Luisa Pacelli, è costituito dalle 37 opere provenienti dalle collezioni del Museo Giovanni Boldini di Ferrara, che permettono di documentare la carriera dell'artista, evidenziando il ruolo di spicco del ferrarese nel rinnovamento della pittura italiana e internazionale.
Inoltre, per restituire il contesto nel quale l'artista lavorò e per raccontare la vicenda dei suoi contemporanei, il percorso si chiude con una selezione di opere di altri celebri pittori italiani come Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi, Paolo Troubetzkoy e Vittorio Corcos, attivi tra Italia e Francia al volgere del secolo e che, insieme a Boldini, animarono la scena artistica del tempo.
«La mostra “Boldini: master of the Belle Epoque” - ha dichiarato Franceschini - rientra nel quadro delle iniziative promosse dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo per diffondere l'arte, la cultura e l'immagine dell'Italia nel mondo».
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