Il degrado in via Scalambra, «abbiamo paura a uscire e frequentare i garage»
Scatta un esposto di 36 abitanti per l’unico edificio finito di un cantiere nella zona dietro via del Lavoro. Le case in costruzione, bloccata, un dormitorio per tanti. Fochi (M5s): più sorveglianza delle forze dell’ordine, controlli Asl e illuminazione
FERRARA. L’unico edificio abitato nella zona di via Scalambra, in zona via del Lavoro, ispira una sindrome d’assedio ai suoi numerosi inquilini. Attorno a loro, infatti, si alzano come scheletri color mattone nove edifici incompiuti e abbandonati da anni, alcuni dei quali frequentati da abusivi. Attorno, poi, verde non curato e sterpaglie, transennamenti danneggiati, acqua stagnante dove proliferano zanzare, topi e serpi d’acqua, senza l’ombra di strutture commerciali di vicinato e giochi per bambini.
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É il risultato di un cantiere aperto e mai completato da parte di un’azienda bresciana, la Peroni Bs Invest, per come viene presentato in un esposto di 36 abitanti di quell’unico palazzo abitato e sintetizzato in una mozione di consiglio comunale presentata da Claudio Fochi (M5s). La zona interessata è compresa tra le via Scalambra, Maffino Maffi e don Pasquino Borghi, e questa situazione, denunciano i residenti, va avanti da cinque anni.
«Due dei nove edifici abbandonati, prospicenti il Canale Boicelli, sono meglio rifiniti - denuncia Fochi - maggiormente strutturati e sono frequentati, soprattutto di notte, secondo testimonianze delle famiglie di via Scalambra 13, da persone che li utilizzano come “dormitorio”».
Il cantiere non ha più transenne di protezione lungo il tracciato di via Borghi, «ridotta a un cumulo di sterpaglie, per cui è, di fatto, accessibile da chiunque, su tutto il lato sud del complesso. All’interno della zona accantieerata ma facilmente accessibile - continua la descrizione della mozione - vi sono in alcuni primi piani tende in corrispondenza di finestre, assi, oggetti e segni inequivocabili di frequentazione e abitazione, come materassi e biciclette, all’interno di una zona che dovrebbe essere chiusa e transennata».
Negli anni si sono verificati furti di rame e impiantistica, e addirittura alcuni residenti «non utilizzano più il garage del loro condominio perché hanno paura di recarvisi, nonostante sia protetto da cancello senza possibilità di scavalco, poiché non solo è stato visitato e oggetto di furti in passato, ma anche parzialmente “abitato” non da condomini», mentre «mamme e mogli si fanno spesso “scorare”dai rispettivi mariti e compagni per accedere alle autovetture parcheggiate in strada, nelle ore serali e notturne, per timori di aggressioni».
Fochi chiede un intervento del Comune sulle forze dell’ordine, per monitorare la zona, sull’Asl per verificare eventuali rischi sanitari; e inoltre di attrezzare un parco giochi e illuminazione, «a spese del proprietario». (s.c.)
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