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Le torce del petrolchimico ‘producono’ calore pulito

Le torce del petrolchimico ‘producono’ calore pulito

Con il nuovo sistema di raccolta gli idrocarburi non finiscono in aria ma in vapore Controlli di Arpae dopo le recenti accensioni: nessun allarme. In città l’ozono vola

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Arpae mette... la mano sul fuoco per le torce del petrolchimico. L’agenzia ambientale, prima di concentrarsi sull’inceneritore Hera che sta già bruciando i rifiuti brindisini, ha svolto una serie di controlli approfonditi con sopralluoghi tra i gestori delle torce di Yara, Basell e Versalis, alcune delle quali erano di nuovo entrate in azione nelle scorse settimane, lasciando dietro di loro la solita scia di timori e lamentele. «Certi articoli riguardanti l’attivazione delle torce da parte di aziende del petrolchimico non devono portare i cittadini a trarre conclusioni errate, in particolare le foto di una torcia fumante non sono riferite a quelle di Yara, che bruciano metano e idrogeno e non sono no-smokeless - vuole puntualizzare Pier Luigi Trentini, il direttore dell’agenzia - Durante le verifiche condotte da Baselle e Yara, in merito alle recenti accensioni (per Yara le torce C6 e C7 del 9 luglio per fermata impianti, ndr), si è verificato che si trattava d’inconvenienti d’impianto, le cui casistiche rientrano fra quelle della normale gestione». Arpae riconosce tuttavia che «si è avuto un netto miglioramento del sistema di gestione delle torce, in particolare - sottolinea il direttore - è constatabile negli anni la diminuzione complessiva delle attivazioni e dei quantitativi di sostanze scaricate in aria». Queste sostanze vengono da tempo monitorati in continuo attraverso tre gas cormatografi installati su prescrizione di Arpae e Ispra sul collettore di ogni gestore, che permettono d’individuare e quantificare con precisione gli idrocarburi immessi in atmosfera. «Inoltre - conclude Trentini - è stato potenziato il sistema di raccolta degli idrocarburi mediante gasometro e compressore che inviano a caldaie dedicate gli idrocarburi prodotti, generando così calore impiegato per la produzione di vapore di stabilimento anziché scaricarli in aria». Restano poi sempre attive le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, che sono collocate anche al Barco e a Mizzana.

A questo proposito è il caso di ricordare che ieri è stato il secondo giorno consecutivo di sforamenti dei limiti della concentrazione di ozono: lunedì è stata sforata anche la media oraria tra le 13 e le 17. (s.c.)

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