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Nuovo sciopero alla Berco

Nuovo sciopero alla Berco

I sindacati: ambienti di lavoro con temperature troppo alte

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COPPARO. Due ore di sciopero a fine turno sono state proclamate per domani alla Berco da Fiom, Fim, Uilm, che confermano anche il blocco dello straordinario in fabbrica. Nodo del contendere stavolta non è la situazione di crisi o dei contratti aziendale e nazionale, ma quella climatica interna in alcune aree, per il caldo torrido di questi giorni. I sindacati in una nota, in cui dicono che i lavoratori meritano attenzione e rispetto sempre, spiegano tra l'altro che «Mentre l'azienda, da un lato continua a predicare e richiedere ai dipendenti collaborazione e partecipazione, dall'altro problemi che all'apparenza potrebbero sembrare banali sono invece il termometro che misura il suo totale disinteresse rispetto alle condizioni di lavoro e di vita dei dipendenti all'interno dello stabilimento». Specificando che da mesi le Rsu di Fim, Fiom e Uilm «stanno segnalando a Berco che ci sono parecchi problemi inerenti alla mensa centrale e interna. Le mense interne non permettono ai lavoratori di poter consumare il pasto in condizioni accettabili. Per quanto riguarda la mensa esterna siamo in presenza di una prescrizione dell'Asl che impone all'azienda la messa in regola rispetto le norme igienico sanitarie: nonostante ciò ad oggi, dopo mesi di continue sollecitazioni da parte della commissione mensa, non è ancora chiaro quando inizieranno i lavori di ristrutturazione, chi li effettuerà, e come verrà gestita e organizzata la fruizione del pasto durante i lavori. Per l'ennesima volta saranno ancora i lavoratori a pagare per ritardi dovuti a procedure burocratiche forzate che non tengono conto della reale esigenza delle maestranze». Rilevando che sono emerse problematiche per le alte temperature sui luoghi di lavoro, i sindacati rilevano come «Rsl e Rsu da mesi chiedono un piano d'interventi per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori qualora si verifichino condizioni di elevate temperature nei reparti». Per ora «l'unica soluzione in Berco è stata l'installazione di ventilatori e boccioni d'acqua con una logica di distribuzione incomprensibile, la filosofia di fondo usata si può riassumere con il detto “chi tardi arriva male alloggia”. In aggiunta a questo anziché discutere con le Rsu una diversa organizzazione del lavori che riduca la presenza in fabbrica nelle giornate più calde- concludono - tutelando la salute e la sicurezza dei lavoratori, Berco continua a richiedere l'aumento dell'orario di lavoro tramite lo straordinario».

Franco Corli

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