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fabbri e pettazzoni

Percorso Cispadana La Lega Nord vuole un’alternativa

CENTO. «Avanti compatti, nel sostenere un'alternativa al percorso della Cispadana meno impattante per i cittadini. Sono l'ex sindaco Lodi e il Pd, i veri e unici responsabili di quanto sta succedendo...

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CENTO. «Avanti compatti, nel sostenere un'alternativa al percorso della Cispadana meno impattante per i cittadini. Sono l'ex sindaco Lodi e il Pd, i veri e unici responsabili di quanto sta succedendo sul fronte della Cispadana». A puntare il dito, sono i consiglieri regionali della Lega Nord, Alan Fabbri e Marco Pettazzoni, che intervengono rispetto allo stato di impasse in cui si trova oggi l’iter dell’autostrada. E rimarcano: «Lodi, ed il Pd a tutti i livelli, hanno governato in modo pessimo la situazione e non ha trovato tracciati alternativi al C2b (che passa per Alberone) e al C2c, che inciderà negativamente sull’abitato di XII Morelli. Escludiamo tassativamente queste due ipotesi, perché occorre un terzo tracciato, che non passi né da Alberone e né da XII Morelli».

Poi Fabbri e Pettazzoni si dicono contrari al «fatto che non ci siano più margini di manovra». A chiudere sull'ipotesi di un progetto alternativo ai tre esistenti, è stato l'assessore regionale Donini che «ha sponsorizzato il tracciato più vicino a XII Morelli, mettendo il veto su altri possibili».

I due consiglieri regionali invece, insistono sulla creazione di un altro tracciato, alternativo al passaggio a nord di Alberone (C2b), e a quello tra Alberone e XII Morelli (C2c): «Portiamo avanti da tempo questa battaglia – dicono – e, se il sindaco Toselli sarà di questo avviso, potremo lavorare insieme a tracciati alternativi, che possano spostare di alcune centinaia di metri un percorso autostradale che, oggi, impatterebbe violentemente sulla salute degli abitanti delle frazioni». Obiettivo condiviso per Fabbri e Pattazzoni, raggiungere «un terzo tracciato possibile, senza voler bloccare l’autostrada, ma cercando la soluzione più idonea per il bene del territorio e delle comunità che ci vivono. Cosa strana – osservano – è il silenzio degli altri consiglieri ferraresi, che consapevoli delle responsabilità del Pd, forse hanno paura di dire la propria».

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