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«Con nutrie e volpi rischi per la stabilità di argini e terreni»

Sindaci dell’Unione ed esperti spiegano i piani ai cittadini Chiesto l’intervento di Regione, Comuni e consorzio bonifica

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BERRA. Ieri sera era previsto al centro civico l'Unione Terre e Fiumi ha organizzato un incontro pubblico con i cittadini per spiegare i piani di controllo per nutrie e volpi, alla presenza del sindaco di Copparo (e presidente dell'Unione stessa, Nicola Rossi), che segue la situazione anche per conto della Provincia; presente il padrone di casa, il sindaco di Berra, Eric Zaghini; assieme a lui, l'assessore Galli e di Nicola Turolla, coordinatore provinciale Federcaccia.

«Vorrei chiarire - ha detto il sindaco Rossi - che il problema non sono gli animali in sè, ma quello che fanno e producono. Io e il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli, ci stiamo impegnando a fondo da tempo e lo facciamo per chiarire come la situazione, che ora è difficile, va affrontata prima che diventi una vera emergenza. Da quando sono cambiate le leggi - ha proseguito Rossi - ci sono state variazioni di competenze per gli interventi, ed anche blocchi dei piani di intervento comunali, dato che tutto è stato portato al controllo della Regione, hanno influito. Se a livello locale sei fermo, il problema cresce. Ragioniamo – continua Rossi - sulle nutrie: qualche tempo fa il problema era che c'erano le nutrie. Ora, la loro sovrappopolazione non solo è un problema, grosso, per le colture e per gli agricoltori, ma anche un imponente rischio idraulico. Il nostro è un territorio strappato all'acqua: se danneggi gli argini, l'acqua se lo riprende. Non a caso il consorzio di bonifica appoggia con forza l'intervento. Serve un intervento drastico ed efficace, non ce l'ho con la Regione, ma il rischio per il nostro territorio è molto diverso da quello di altre zone. Noi non ci possiamo permettere che quella delle nutrie diventi un'emergenza assolute, perché non se ne esce: dobbiamo intervenire prima che sia emergenza».

Ma non si tratta solo di nutrie. «Infatti non lo è. A parte i danni all'agricoltura ed all'allevamento da parte di tanti altri animali, e mi riferisco, per farvi un esempio, alle volpi o anche agli istrici, è che i loro cunicoli negli argini possono spezzare l'equilibrio idrogeologico. E più ce ne sono, più è grosso il problema. Dobbiamo iniziare, possiamo iniziare con le nutrie, ma si deve fare qualcosa. Qui abbiamo dei volontari degni del massimo rispetto che vanno a caccia non per sport o per divertimento, ma per garantire gli equilibri del territorio. I volontari sono bravissimi, ma non possono doverci mettere del loro. Abbiamo spinto e stiamo spingendo per un intervento Regione, Comuni, Provincia, associazioni agricole e Bonifica, per un piano che possa consentire interventi risolutivi e assicurare appoggio e garanzie per i coadiutori, a partire da norme più facili e accesso meno complicato per i coadiutori, aumento dei corsi di formazione. Facciamo solo un esempio: a Parma e Piacenza è necessario abbattere i cinghiali. Ma un cinghiale , una volta che lo hai abbattuto, lo puoi considerare una preda di caccia e consumarlo. Se abbatti una nutria, non ti puoi accollare i costi dello smaltimento». (ale.bas.)

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