La Nuova Ferrara

Ferrara

Rifugiato e spacciatore al secondo arresto

di Daniele Predieri
Rifugiato e spacciatore al secondo arresto

Grattacielo, giovane nigeriano bloccato al primo piano della Torre A Aveva 170 grammi di droga, a giugno finì in manette per altri 700 grammi

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Erano in 13 entro l’’appartamento al primo piano, Torre A, Grattacielo di Ferrara: dentro e fuori, un via vai continuo, notato e segnalato dagli abitanti che allertando polizia e carabinieri hanno fatto arrestare uno spacciatore che aveva nascosto poco prima 150 grammi di marijuana nel bagno della casa. Una vecchia conoscenza delle cronache cittadine perchè a fine giugno - poche settimane fa - era stato arrestato con un carico di 700 grammi di marijuana, che stava trasferendo verso Ferrara da Bologna. Ora Eric Eihimonkhale, vent’anni, nigeriano, in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, è in carcere in attesa della convalida e della decisione dei giudici sulla sua sorte, mentre la Commissione preposta per la revoca dello status di rifugiato - già allertata dalla questura per ben due volte - deve decidere se stracciare quella “protezione” che gli permette - di fatto - di spacciare come e quando vuole, visti i due arresti in poco più di tre settimane.

Un arresto nato per caso, in occasione dei servizi di controllo “interforze” (agenti di Polizia di Stato, pattuglie del reparto Prevenzione Crimine Emilia Orientale di Bologna, Carabinieri e Polizia Municipale) che è scattato nella giornata di martedì scorso nella zona Gad, a partire dai giardini di viale Costituzione (Grattacielo) per identificare tutte le persone presenti, la maggior parte, ovviamente, stranieri.

Una presenza questa delle forze dell’ordine che ha innescato il nervosismo di spacciatori e stranieri irregolari visto che lo spaccio era stato trasferito in quei momenti all'interno di un appartamento del Grattacielo. E così facendo, Polizia e Carabinieri avrebbero potuto non accorgersi della situazione ma - come accade sempre più spesso e per fortuna, dicono gli inquirenti - è scatta la rete di collaborazione creata con i residenti che è stata determinante. Agli stessi inquirenti al lavoro in quelle ore è arrivata direttamente la segnalazione che in quell’appapartmento, al primo piano della Torre A, c’era un concitato via vai di cittadini nigeriani. E così è scattato il blitz: la Polizia è entrata nell’appartamento e dentro hanno cercato di salvare il salvabile. Gli ispettori della Polizia in azione hanno sentito il rumore di tapparelle che si aprivano, porte aperte e sbattute e dentro la casa 13 giovani nigeriani, uno di loro stava uscendo dal bagno. Circostanza non sfuggita ai poliziotti, che entrati hanno visto la tapparella alzata e sul terrazzino una borsa da uomo con dentro 170 grammi di marijuana già confezionata e pronta per lo spaccio. Il possesso della borsa è stata addebitata, sulla base delle dichiarazioni acquisite, al giovane visto uscire dal bagno, il rifugiato-spacciatore, Eric Eihimonkhale, ventenne, titolare di permesso per motivi umanitari. Arrestato - dicevamo - due volte in 20 giorni, visto che il 29 giugno una pattuglia della Polizia stradale lo aveva fermato di ritorno da Bologna in auto, dove erano nascosti più di 700 grammi di marijuana. L'Ufficio Immigrazione della questura cittadina aveva già segnalato il reato e la posizione del giovane nigeriano alla Commissione e ora scatterà la nuova segnalazione per l’arresto bis. Eihimonkhale è stato arrestato per spaccio di droga è stato trattenuto in carcere all’Arginone, e ieri comparso davanti ai giudici che hanno deciso per lui il divieto di dimora: non potrà abitare a Ferrara, per la legge, in pratica, invece...

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