Un anno fa un altro contributo estense dalle equipe di Tognon, Pinton e Cavallesco
Il contributo di Unife all’individuazione di una possibile cura farmacologica contro il temibile mesotelioma pleurico non si esaurisce con lo studio pubblicato sulla rivista “Oncotarget” all’inizio...
Il contributo di Unife all’individuazione di una possibile cura farmacologica contro il temibile mesotelioma pleurico non si esaurisce con lo studio pubblicato sulla rivista “Oncotarget” all’inizio di luglio 2016. Circa un anno fa i risultati di un’altra ricerca condotta da un pool di Unife erano comparsi sulla stessa rivista dopo che era stato individuato un possibile meccanismo di difesa del tumore.
Grazie agli esperimenti condotti dai gruppi di ricerca diretti da Mauro Tognon, professore ordinario di biologia applicata, Paolo Pinton, biotecnologo e professore associato di Patologie generale, e Giorgio Cavallesco, direttore del Dipartimento di Chirurgia del Sant’Anna, è emerso che l'assenza di calcio nelle cellule del mesotelioma, tumore fortemente associato alla contaminazione da amianto (oltre 2mila nuovi casi ogni anno in Italia, con diverse centinaia di morti, dati Inail), rende inattiva l'apoptosi (cioè la morte programmata delle cellule) e impedisce alle terapie più comuni, in particolare radio e chemioterapia, di uccidere le cellule malate. Lo studio, firmato da dieci ricercatori, potrebbe aprire la strada all'applicazione di una cura efficace contro un tumore subdolo, capace di nascondersi anche per 30-40 anni nella pleura prima di manifestare i suoi sintomi.
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