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«Arrestati e liberati. Non va bene»

«Arrestati e liberati. Non va bene»

L’assessore Modonesi dopo il caso del rifugiato-spacciatore bloccato con un chilo di droga due volte in 20 giorni e libero

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Arrestato il 29 giugno sull’autostrada A13 con 700 grammi di marijuana e liberato. Arrestato il 19 luglio al Grattacielo con 150 grammi di marijuana in dosi pronte per lo spaccio e liberato. Capita spesso questo rapido “dentro e fuori”, ma la sequenza che ha riguardato ventenne nigeriano Eric Eihimonkhale fa cadere le braccia a molti. Tra cui l’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi: «Penso che sia evidente a tutti, anche se ci sarà sicuramente chi dirà che si può e deve fare di più, lo sforzo aggiuntivo che negli ultimi mesi si sta mettendo per riportare alla normalità il quartiere Giardino. Bene i controlli e i pattugliamenti interforze (come quello fatto anche ieri); bene i presidi della Polizia Municipale; bene le ordinanze e i controlli (e le multe e le chiusure delle attività); bene le iniziative sul territorio. Purtroppo però leggere, continuare a leggere, notizie di spacciatori arrestati e immediatamente rimessi in libertà non fa bene». Il tono di Modonesi è pacato, ma sotto cova la rabbia. Queste liberazioni istantanee - dice Modonesi - non fanno bene «a chi quotidianamente lavora per assicurare maggiore sicurezza a territori e quartieri. Perché rischia di vanificarne gli sforzi, e mandare il morale sotto i tacchi. E Non fa bene a chi, come me, amministra e prova ogni giorno a mettere in atto politiche di prevenzione e di tutela del territorio». Il morale finisce sotto i tacchi «perché già le risorse sono scarse e gli strumenti spesso poco efficaci, ma se poi si continua così allora la fatica diventa doppia e la frustrazione pure».

E questo andazzo «non fa certo bene ai cittadini, che perdono la fiducia nelle istituzioni. Troppe volte chi ruba, scippa, spaccia, aggredisce e delinque la fa franca. E la fa franca non perché nessuno si adoperi a scovare e ad arrestare i criminali, ma perché nella maggioranza dei casi le investigazioni e gli interventi delle Forze dell'ordine si concludono con scarcerazioni immediate, a causa di leggi» che secondo Modonesi è tempo di cambiare. «Si parla tanto, e giustamente, di maggiori risorse umane e di maggiori dotazioni per le Forze dell'ordine, si parla tanti, a sproposito, di Esercito, penso che si parli troppo poco di certezza della pena (e dei rimpatri). E penso che sia ora invece di parlarne. E di iniziare un confronto serio su questo tema, che porti a cambiare norme e approccio».

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