Palazzina del degrado Il sindaco: è di privati
Portomaggiore, Minarelli interviene dopo la denuncia delle gravi condizioni «Difficile il nostro intervento, anche l’interessamento dell’Asl è condizionato»
PORTOMAGGIORE. A seguito dell’interrogazione presentata al sindaco Nicola Minarelli, dal capogruppo di opposizione Roberto Badolato sulle precarie condizioni igieniche del complesso residenziale situato tra le vie Alighieri e Bernagozzi, il Comune non ha fatto attendere la risposta.
È stato lo stesso primo cittadino ad analizzare la situazione, approfondendo i dettagli di una questione che continua a rimanere irrisolta anche per gli amministratori.
«Il caso – specifica il sindaco Minarelli – è noto da tempo. In passato, abbiamo agito con determinati interventi, tra cui la recinzione di sicurezza e isolamento. Ma prima d’agire è necessario scrivere alla ditta e attenderne risposta o non risposta. Solo dopo i tempi tecnici, previsti dalla norma e variabili da caso a caso, è possibile fare un’esecuzione in danno. Si tratta di un intervento amministrativo sul quale è poi richiesto un risarcimento. È fondamentale capire un concetto preciso: il complesso è proprietà privata ed è possibile entrarvi solamente col permesso della ditta o dopo il percorso appena descritto».
Nonostante il documento inviato da Badolato, il Comune aveva già anticipato il capogruppo attraverso una comunicazione diretta, con tempi allungati in attesa della risposta della ditta. «Rispetto all’allagamento del parcheggio – prosegue Minarelli – avevamo scritto un mese fa per farli intervenire. Stiamo attendendo il termine dei tempi di norma per poi intervenire con la bonifica, ovvero prosciugamento delle acque nel parcheggio. Siamo ben consapevoli della problematica, ma anche dei limiti d’intervento che la proprietà privata consente alle amministrazioni. La discussione è già stata affrontata in più occasioni all’interno del consiglio comunale e le risposte sono state ogni volta le medesime».
La ditta aveva un’autorizzazione edilizia scaduta alla fine del 2015, ma potrebbe riprendere in mano l’opera in qualsiasi momento. «Il problema può risolversi nella misura in cui la ditta torni ad essere interessata a terminare i lavori nel cantiere. Come Comune non possiamo, ad esempio, fare altri interventi in quanto l’area è privata. Mentre questioni igienico-sanitarie devono essere affrontate dall’Asl, ma sempre attraverso interventi precisati dalle norme di legge. Siamo in estrema difficoltà: da una parte capiamo le esigenze dei cittadini, dall’altra siamo legati a delle procedure per qualsiasi intervento. Interventi, come detto, a carico della collettività che fin qui non sono mai stati risarciti dalla ditta».
Enrico Menegatti
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