Il caso del picchiatore seriale di Milano
Paolo Crepet, nel corso dell’intervista telefonica, pone anche l’accento su un altro caso di cronaca eclatante come quello del picchiatore seriale di Milano che, “per gioco”, prendeva a pugni i primi...
Paolo Crepet, nel corso dell’intervista telefonica, pone anche l’accento su un altro caso di cronaca eclatante come quello del picchiatore seriale di Milano che, “per gioco”, prendeva a pugni i primi malcapitati.
«Anche questo fatto - afferma lo psichiatra e sociologo - la dice lunga su quanto la violenza sia dilagante. È giusto capire che la violenza non è solo quella di qualche terrorista ma, seppure in maniera diversa, anche questa lo è. Sono tutte forme di violenza. In più - prosegue - il web è diventato terra di nessuno, senza legge, senza morale». “Su internet - ha scritto proprio ieri nel suo blog Crepet - le viscere più profonde del nostro inconscio vomitano e palesano istinti indicibili”.
«Io credo che le cose importanti - si legge sul suo sito internet - si comunicano raccontando delle storie, storie che hanno una motivazione didattica. Sento l’esigenza di usare la scrittura come grande possibilità di comunicare, per inquietare.
Come diceva Calvino “un buon libro è quello che quando lo sfogli puoi annusare tutta l’inquietudine di chi l’ha scritto”».
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