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Ambulanze, è polemica sui dirigenti

Ambulanze, è polemica sui dirigenti

Vitali (Cgil): l’Asl lascia a casa gli autisti soccorritori Cidas per risparmiare ma ha assunto un dirigente amministrativo

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FERRARA. Ma gli autisti soccorritori possono intervenire, da soli, dove si è manifestata un’emergenza sanitaria? Contrariamente a quanto pensano molti cittadini la risposta è sì. «La centrale operativa, acquisite le informazioni per valutare la gravità del caso sanitario - spiega Adelina Ricciardelli, direttore della medicina d’urgenza dell’Asl di Ferrara - può inviare un’ambulanza con autisti soccorritori nei codici di intervento più lievi (verdi). Se il codice è più grave sul posto viene inviata anche l’automedica».

Gli autisti soccorritori hanno seguito un addestramento specifico per la guida sicura e frequentato corsi di primo soccorso (massaggio cardiaco, defibrillazione, gestione emostasi, applicazione di collare, somministrazione dell’ossigeno etc.). Sull’automedica viaggiano invece un infermiere e un medico. L’affidamento di una parte del servizio di trasporto infermi, ordinario e di soccorso, alle associazioni di volontariato, costo 2.5 milioni, non ha lasciato indifferenti i cittadini e ha scatenato la reazione del sindacato, in particolare di Cgil e Cisl, che da giorni hanno organizzato un presidio permanente in piazza Savonarola per chiedere di non applicare l’atto dell’Asl.

Ricciardelli, in una nota inviata alla stampa, richiama l’esigenza di rispettare la «sostenibilità economica» del servizio che con l’affidamento al volontariato risparmierà circa 177mila euro rispetto alla media dei costi del passato. «Economie che si ridurranno ulteriormente perché restano ancora da affidare alcuni servizi - commentano Natale Vitali (Cgil) e Claudia Canella (Cisl) - e poi come farà il volontariato a garantire la stessa copertura di servizi di una società che ha personale professionista a contratto?». Vitali si spinge ancora oltre e chiede: «Sia l’Asl che il Sant’Anna hanno assunto nei mesi scorsi dirigenti amministrativi lautamente compensati, fino a 200mila euro l’anno, nonostante questo apparato delle due aziende sia notoriamente ben nutrito. E ora tagliano posti di lavoro veri sostituendoli con mansioni svolte da non professionisti». In realtà le associazioni hanno la possibilità di assumere quote di personale dipendente: um sodalizio della provincia ha pubblicato un messaggio di ricerca di autisti soccorritori su un noto giornale di annunci. Cgil e Cisl protestano in particolare per l’esclusione della cooperativa Cidas dal servizio, il cui appalto per autisti soccorritori è scaduto ieri (da oggi parte la nuova organizzazione) con la perdita di una decina di occupati e di una quota di esperienza-competenza, perché il personale professionista ha al proprio attivo molte più ore di formazione rispetto al personale volontario. Resta un fatto, su cui insiste Ricciardelli: «Le convenzioni per il servizio di emergenza-urgenza 118 prevedono requisiti di qualità ben precisi relativi alla dotazione dei mezzi, alla formazione e professionalità del personale e si rinnovano solo se sono rispettati gli elevati livelli di qualità richiesti con riferimento sia all’aggiornamento professionale e tecnico sia ai requisiti previsti dalle norme per l’acquisizione dei servizi». Garanzie che devono essere rispettate anche per gli autisti soccorritori. A questo proposito Ricciardelli ricorda che il modello del trasporto sanitario ferrarese d’emergenza è misto (personale Asl-volontariato) ma in regione non è l’unico: a Bologna tra i fornitori ci sono società esterne, in Romagna tutto il personale è dipendente Asl; in altre città, come Reggio e Parma, il volontariato ha la prevalenza sul personale dipendente.

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